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Il disegno sotto

V6

# IL DISEGNO SOTTO [Strofa 1] Ci hanno insegnato a domandare come si bussa a una porta, poche parole, una risposta, e poi la vita che ci porta. Abbiamo chiesto alle macchine di indovinare i nostri vuoti, di mettere un nome alle distanze, di farci arrivare già risolti. Ma certe risposte sono belle solo finché non guardi sotto, sembrano case illuminate costruite sopra un pavimento rotto. [Pre-Ritornello] Forse non serve chiedere meglio, forse bisogna aspettare un po’, guardare il muro prima del colore, capire cosa ancora non so. [Ritornello] C’è sempre un disegno sotto, prima del segno, prima del sì, prima di chiedere al mondo “dimmi dove devo andare da qui”. C’è sempre un disegno sotto, anche se nessuno lo vedrà, metti una tessera accanto all’altra e prima o poi la figura verrà. C’è sempre un disegno sotto. C’è sempre un disegno sotto. [Strofa 2] Non cercare la frase perfetta, domani avrà già un altro nome, cambieranno voce le macchine, cambieranno pelle e versione. Tu fermati mezzo secondo, prima che il dito dica “vai”, chiediti cosa stai nascondendo dentro la domanda che già sai. Dividi il peso in cose piccole, che sappiano stare in piedi da sole, vai anche di lato, se serve, certe strade dritte perdono il sole. E se qualcosa sembra vero non amarlo solo perché suona bene, cerca una prova, tocca il fondo, dai fondamenta a ciò che insieme tiene. [Ritornello] C’è sempre un disegno sotto, prima del segno, prima del sì, prima di chiedere al mondo “dimmi dove devo andare da qui”. C’è sempre un disegno sotto, anche se nessuno lo vedrà, metti una tessera accanto all’altra e prima o poi la figura verrà. C’è sempre un disegno sotto. C’è sempre un disegno sotto. [Strofa 3] Puoi scrivere a qualcuno che ami, o a qualcuno che devi convincere, puoi cercare lavoro, fare un progetto, capire dove perdere o vincere. Puoi entrare dentro un problema senza consegnargli già la soluzione, puoi lasciare che una risposta diventi un’altra domanda migliore. E allora la macchina non è un oracolo, non è un padrone e non è un altare, è qualcuno seduto dall’altra parte con cui impari anche a cambiare. Perché il pensiero nasce nel mezzo, nel viaggio fra quello che dici e che sai, e qualche volta trovi la strada proprio nel posto dove non la cercavi mai. [Bridge] Questo libro non ti promette la parola segreta che apre ogni porta. Ti insegna a vedere la porta, il muro, la casa, e perché volevi entrare. Non comprarlo per avere risposte. Portalo con te se vuoi cambiare il modo in cui costruisci le domande. Perché un giorno cambierà la macchina, cambierà la voce, cambierà il nome. E tu avrai ancora il disegno. [Ritornello – più aperto] C’è sempre un disegno sotto, prima del segno, prima del sì, prima di chiedere al mondo “dimmi dove devo andare da qui”. C’è sempre un disegno sotto, non te lo può togliere l’età, cambia lo strumento nelle tue mani, ma il modo di vedere resterà. C’è sempre un disegno sotto, anche se nessuno lo vedrà, metti una tessera accanto all’altra e lascia che la figura verrà. C’è sempre un disegno sotto. C’è sempre un disegno sotto. [Outro] La domanda non viene prima. Prima viene il disegno. Sinopia Dialogica. E il resto lo tracci tu.