[Verse 1] È una sensazione che si avverte con grande evidenza proprio in quello che i russi chiamano “Dalny Vostok”, ovvero Lontano Oriente, a Kabarovsk e soprattutto a Vladivostok, una città modernissima e in continua evoluzione, trasformata da semplice avamposto militare a vetrina, sul Pacifico, della Russia del Nuovo Millennio. [Bridge] Le lunghe giornate, trascorse in treno o comunque su itinerari assai poco “turistici”, hanno consentito a Paolo di entrare in contatto, grazie alla conoscenza della lingua acquisita in questi ultimi tre anni, con fasce significative della popolazione che rimangono fuori dalla portata del turismo occidentale, troppo spesso fermo alle due storiche capitali della Russia moderna, Mosca e San Pietroburgo. [Chorus] Paolo scrive “in punta di penna”, come già nelle sue opere precedenti, facendo sfoggio di una memoria individuale, ma anche indiretta, che si dimostra inesauribile. Inaugura ad ogni pagina dei ventagli veri e propri di voci, dei caleidoscopi viventi di particolari che custodiscono, ciascuno, una possibile altra storia. [Verse 2] Sembra un grande mare mosso da un vento leggero, quello che Paolo dipinge risalendo di volta in volta le onde che quel mare stesso produce. Come tanti bivi e trivi, dissigillati e socchiusi continuamente dinanzi agli occhi del lettore, i nomi, i luoghi e gli incontri stessi si fondono in un profluvio ignaro di barriere e aperto in tutte le direzioni. [Verse 3] E come nel concerto per pianoforte e orchestra numero tre di Sergej Rachmaninov, fra i violini e i violoncelli in burrasca, il pianoforte sembra risalire i marosi, e appare e scompare per riapparire più forte e più intatto, così, allo stesso modo, in mezzo alla miriade di storie che le une alle altre in queste poche pagine si accavallano, ecco che ci si trova a inseguire una giovane fascinosa russa di nome Ljuba. [Bridge] Ma a spingerlo oltre gli Urali, più che la sua passione per la Storia, è stato soprattutto il desiderio di accostarsi alla complessa realtà di uno Stato-Continente con solide radici europee ma sempre più chiaramente proiettato verso le dinamiche economie asiatiche del Pacifico, non solo la Cina ma anche la Corea del Sud e il Giappone. [Outro] L’augurio è che questi appunti di viaggio, del tutto privi di qualsiasi pretesa di esaustività, possano stimolare in voi il desiderio di conoscere meglio questo grande e complesso Paese, andando oltre gli stereotipi e i pregiudizi, ancora molto radicati, in Occidente e non solo.