
[Intro - reflective, cyclical] [Soft pulse, spacious arrangement] C'è una luce che alle sette cade sempre sullo stesso tavolo. Il bar apre la porta, qualcuno alza le sedie, un motorino passa troppo forte e il vetro vibra appena. Anni fa eravamo lì. Non lo sapevamo, ma stavamo già diventando un ricordo. [Verse 1] Dicevamo: “Ci vediamo domani.” Come se domani fosse una stanza già prenotata. Le stesse facce, gli stessi bicchieri, la stessa canzone che nessuno ascoltava davvero. Fuori cambiavano le stagioni. Dentro sembrava che il tempo avesse dimenticato il nostro indirizzo. [Pre-Chorus] Poi una sedia è rimasta vuota. Poi un numero ha smesso di chiamare. Poi qualcuno ha cambiato città. E senza nessun rumore il gruppo è diventato una fotografia. [Chorus] È ancora qui, la stessa luce sopra il tavolo, lo stesso rumore dalla strada, la stessa porta che si apre. Tutto torna. Ma nessuno torna uguale. Noi credevamo che il tempo passasse davanti. Invece passava attraverso di noi. [Instrumental] [Verse 2] Anni dopo sono entrato nello stesso posto. Il bancone era nuovo. Il proprietario no. Mi ha guardato un secondo di troppo prima di riconoscermi. “Sei sempre tu.” Ho sorriso. Ma sapevamo entrambi che non era vero. Nel vetro dietro le bottiglie ho visto il ragazzo che ero stare per un istante dietro l'uomo che sono. Poi qualcuno ha aperto la porta e se n'è andato. [Pre-Chorus] La città conserva strane fedeltà. Un'insegna. Un balcone. Il rumore di una serranda. Un profumo che arriva da una cucina al piano terra. Sono piccoli chiodi piantati nel tempo. Ci torni vicino e improvvisamente qualcosa dentro di te si riaccende. [Chorus] È ancora qui, la stessa luce sopra il tavolo, lo stesso rumore dalla strada, la stessa porta che si apre. Tutto torna. Ma nessuno torna uguale. E uno di noi adesso manca dalla fotografia. Eppure ogni tanto sembra ancora sul punto di arrivare. [Bridge - stripped, intimate] Forse la memoria non conserva i giorni. Conserva dettagli. Una risata prima che inizi la musica. Una mano sul finestrino. Un “scrivimi quando arrivi”. Una giacca dimenticata sullo schienale. Il modo in cui il sole entrava da quella finestra quando eravamo troppo giovani per capire che un giorno avremmo pagato qualunque cosa per rivedere un pomeriggio normale. [Build] Il tempo non ripete le cose. Ripete i posti dove le cose sono successe. E noi ci torniamo credendo di cercare quello che avevamo. Ma troviamo sempre quello che siamo diventati. [Final Chorus] È ancora qui, la stessa luce sopra il tavolo, lo stesso rumore dalla strada, la stessa porta che si apre. Tutto torna. Ma nessuno torna uguale. Adesso siamo noi quelli che qualcuno ricorderà così. Seduti a un tavolo. Convinti che ci sarà sempre un'altra sera. Sempre un altro giro. Sempre un'altra volta. [Outro - minimal] Domani qualcuno entrerà qui e si siederà dove eravamo noi. Riderà forte. Dirà: “Ci vediamo domani.” E per qualche ora il tempo farà finta di non averlo sentito. [Final refrain, soft] Tutto torna. Nessuno torna uguale. [End]

