Stamattina il silenzio fa più rumore di me. Ho lasciato sul tavolo parole come vetro. Le ho lanciate forte solo per non tremare. Adesso conto i passi che mi separano da te. Faccio il duro, poi mi spezzo. Capisco tutto sempre troppo tardi. Sono stato un idiota, lo so soltanto adesso, da quando quella porta si è chiusa dietro te. Non andare via così, dammi il tempo di cadere senza perdere te. Ho dentro un temporale che non chiede permesso. Tu mi hai insegnato piano a non distruggere tutto, a respirare prima, a spegnere il veleno. Ma stanotte no, stanotte ho perso il filo e ho fatto male proprio a chi mi salva. Sono stato un idiota, l’ho capito nel vuoto, nel caffè rimasto a metà, nel tuo lato freddo del letto. Non andare via così, io senza te divento la parte peggiore di me. Se resti ancora un poco abbasso la mia voce. Tengo ferme le mani. Lascio parlare il cuore. Non sono la mia rabbia, anche se a volte vince. Sono stato un idiota, e l’ho capito soltanto quando ti ho vista andare senza voltarti più. Non lasciarmi così. Tu mi hai insegnato il limite, io posso ancora imparare. Resta. Anche solo abbastanza per chiederti perdono bene. Stamattina il silenzio ha il tuo nome.