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Adesso come allora (anzi meglio)

Non cercherò più scuse per fartene ragione Per fare dei miei occhi la tua consolazione E ritrovarmi in fondo a una bottiglia vuota Ridisegnando il mondo partendo dai tuoi sogni Puntando i miei bisogni su una ruota Sono cambiato adesso e forse è troppo tardi Ma in fondo con me stesso non contano i ritardi Ho aperto le mie porte a questa nostra vita Giochiamo con la sorte le carte che possiamo Vincendo a fine mano la partita Lo so è una storia antica ed io ricordo bene Quegli occhi senza luce, quel morso di catene Che mi hanno quasi ucciso, davanti ad uno specchio Guardando questo viso, come una penitenza Spogliata l’apparenza, già vecchio E questo l’ho capito e pago ogni mio errore Nascondo dietro un dito la parte che ora muore E vendo il mio passato di notte resto sveglio Perché ti ho sempre amata e voglio farlo ancora Adesso come allora, anzi meglio Ma adesso non so dire se il passo sarà questo Se le nostre paure non siano che un pretesto Di chi tira le fila di questo teatrino Per darci ciò che è scritto con lettere immortali Sugli infiniti annali del destino O forse è solo il volo di un animo contorto Da tempo troppo solo per essersene accorto Ma in fondo cosa conta se abbiamo la coscienza libera da quell’onta che coglie il grande gregge Di chi ha una sola legge, l’apparenza