
[STROFA 1] Scrivo col sangue su tela di canapa, sfido a duello Van Gogh, Taglio l'orecchio a chi pompa la plastica, sputo circuiti da cyborg. Guardo l'abisso di Nietzsche, il riflesso mi fissa, mi spoglia, Mangio il tuo idolo, quadro di Goya, Saturno che mastica e ingoia. Divido l'atomo, J. Robert Oppenheimer, porto la fine sul set. Chiusi in un Truman Show finto e noioso, io porto il massacro, Macbeth. Genio e veleno, Diego Maradona ai mondiali dell'ottantasei, Gioco la Morte a scacchi, von Sydow, ti giuro non perdo con lei. Ballo nel fuoco, son Dante all'Inferno ma senza Virgilio vicino, Faccio a fette la scena, flow splatter, Quentin Tarantino. Spacco i polmoni, apnea, profondo blu, Enzo Maiorca, Siete maiali vestiti di seta in attesa di andare alla forca. Volo sul sole fondendo la cera, bruciatemi, mito di Icaro. Ogni mia barra è un rasoio di Ockham, tagliente, chirurgico e cinico. Punto alla tempia la roulette russa, un brivido alla De Niro. Corro sul filo, funambolo cieco, rubando alla Morte un respiro. [PRE-RITORNELLO] Cado, mi alzo, mi sporco, combatto Punto la lama, io firmo 'sto patto Fame di vita, di vuoto, di gloria Sputo l'inchiostro, riscrivo la storia Arte, tormento, pazzia, redenzione Non è una traccia, è una maledizione… [RITORNELLO] Ho un cimitero di santi nel petto e un demone seduto al bar. Cerchi la luce ma l'ombra ti inghiotte, rispetta la fottuta art. Taglio le vene del mondo, ci bevo, faccio un brindisi al buio che c'è. Siamo diamanti buttati nel fango, ma nessuno splende come me. Non faccio sconti, non chiedo permesso, sparo parole a mitraglia. Io sono il re di 'sto circo dei folli, il lupo che vince in battaglia. [STROFA 2] Luce e contrasto, chiaroscuro sporco, imparo dal Caravaggio, Sfido i mulini a vento, Don Chisciotte, ma con il triplo coraggio. Sulla mia croce ci pianto io i chiodi, io non chiedo scusa a Pilato, Nato col marchio di Caino in fronte, cammino da sempre dannato. Occhi sbarrati, Arancia Meccanica, per farti guardare la feccia, Suono la carica, Jimi a Woodstock, chitarra che brucia e fa breccia. Taglio la tela, son Lucio Fontana, io apro uno squarcio nel petto, Gelo siberiano, Fëdor Dostoevskij, castigo e delitto che ho letto. Calpesto i fiori del male, Charles Baudelaire dritto in faccia, Schifo le regole, Charles Bukowski, vi sputo la birra in traccia. Vivo nell'ansia, Franz Kafka, un fottuto risveglio da scarafaggio, Più vado in alto più manca l'ossigeno, perdo ogni tipo di ancoraggio. Sfascio la stanza, Sid Vicious, l'amore è una corda che stringe, Io sono il Joker di Ledger, col trucco che cola, si strugge e dipinge. Zero padroni, non bacio l'anello, Spartaco senza catene, Scrivo il testamento, ventuno grammi che escono via dalle vene. [PRE-RITORNELLO] Cado, mi alzo, mi sporco, combatto Punto la lama, io firmo 'sto patto Fame di vita, di vuoto, di gloria Sputo l'inchiostro, riscrivo la storia Arte, tormento, pazzia, redenzione Non è una traccia, è una maledizione… [RITORNELLO] Ho un cimitero di santi nel petto e un demone seduto al bar. Cerchi la luce ma l'ombra ti inghiotte, rispetta la fottuta art. Taglio le vene del mondo, ci bevo, faccio un brindisi al buio che c'è. Siamo diamanti buttati nel fango, ma nessuno splende come me. Non faccio sconti, non chiedo permesso, sparo parole a mitraglia. Io sono il re di 'sto circo dei folli, il lupo che vince in battaglia.

