
Amico mio, amico mio, hai le violette tra i capelli Arriva come un dio del mare Camminando sulla spiaggia E vellutato e liscio come un cespuglio di salice È questo vento che soffia sul mare e sulla terra E la schiuma si gonfia verso spiagge bianche Dove la divinità del mare danza su gambe brune E la spiaggia è una spiaggia nelle mani dell'estate E il vento è un vento che soffia forte e dolce Amico mio, amico mio, hai le mani di un dio del mare Il tuo bacio è salato e ruvido Che sfiora la tua pelle bruna Guarda i cristalli di sale che si accendono come scintille luminose Nei nostri corpi il sole scrive messaggi d'amore "Moglie mia, mia bellissima moglie, esageri Certo, ho delle alghe nel cranio, ma non sono un dio Preferirei rimanere un uomo nudo qualunque Con te tra le mie braccia sei la mia sposa salata" Amico mio, non disprezzo un uomo nudo Anche se la pancia è rotonda E le gambe come un fusto Ricorda, però, che io custodisco la fiamma di poesia Perché la bellezza dell'uomo è creata dal potere creativo di una donna Un uomo qualunque, un uomo qualunque che amo Perdonami, però, se proprio ora, in questo giorno meraviglioso Quando il sole splende e le onde blu si amano Aggiungo alla tua creazione un elemento divino Amico mio, ti scrivo nei cerchi della poesia Scrivo le potenze del cielo e del mare ai tuoi piedi Vedi i capelli che si arricciano sotto i volute della penna E lo sguardo dell'occhio trova risposta in una nota celestiale "Mio poeta del mare, perdonami questa domanda Posso forse conservare la mia persona terrena? Essere un dio è perlopiù un tormento Con la veste celeste non si trova uno stile moderno" Amico mio, amico mio che qui sei chiamato il Dio del Mare Sei nato dalla mia poesia, sebbene tu sia reale Ma il Dio dei cieli e dei mari appartiene a tutti E ciò che appartiene a tutti, nessuno lo porta da solo Vedi che condivido la Divinità con te Ti scrivo come il vento su Salvorev Dove l'uomo Le preoccupazioni feriscono dove la donna guarisce Vedi, dalla mia carta, una divinità ora è apparsa Amico mio, amico mio che è scritto è sulla terra Sei nato dalla mia poesia, sebbene tu sia reale Ma non prendere le mie parole troppo alla leggera Perché vera come questo splendido giorno, è la mia parola Perché gli dei si levarono dai cieli e dai mari Dove l'ala della parola accarezzò la fredda terra dello spazio Sì, i poteri della poesia trionfano sulla tomba Ecco, la piuma si trasformò in un gabbiano Ora volò via dal mio tavolo

