
La ballata del Sicofante
Nella notte sì oscura occhi rossi da far paura, luna in ciel a illuminare la via di chi torna a desinare. I giovin signori giù alla locanda, eran sicuri e felici a far merenda, così assorti da begl’occhi altrui da non sentir ringhi nei vicoli bui. Muove la fiera il passo, silenzioso fino alla preda, poi devasta nel fracasso finché carne non ceda. Con possente mossa e fame atavica, or la porta cede e la trama complica. Veloce ed affamata dentro si scaglia, urla e terror i cuori attanaglia. Coraggioso il gesto, folle quasi, tra cuori di morte pervasi, un sol uomo si mise al fronte a farsi avanti ecco il sicofante. Muove la fiera il passo, silenzioso fino alla preda, poi devasta nel fracasso finché il sangue non veda. Or mi spiace ma di questo sconquasso, per onor del vero e non per ricuse, A narrarvi di più proprio non posso. Questa del giovin signore è la ballata che vuoi per agilità o per mera fortuna d’una fanciulla volle la vita salvata.

