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A passo incerto - Enrico Perelli

[Strofa 1] E di proposito, in un giorno spento, con passo Incerto ma cuore intento, varcai la soglia di un bosco antico fitto , profondo, muto e amico. Uno zaino, un pensiero, un ricordo, la pazienza nel tempo che accordo, come un daino tra rovi e rami, senza timore, né più richiami. [ Strofa 2 ] Pioveva dentro, non sulla pelle, il cielo grigio, privo di stelle, ma il suolo vivo tra le radici sussurrava in suoni felici. Sfumava il giallo con il marrone, Il rosso acerbo con l'arancione, e il verde tenue dell'abbandono copriva il muschio d'un sogno buono [Refrain ] lo, io cercavo il blu profondo, non del cielo, non del mondo, ma di un altrove che non ha nome- il blu che arde, il blu che consome. [Bridge ] Non lo trovai tra felci e foglie, tra nidi spenti e le vecchie spoglie. Non nel silenzio, non nel rumore, Lo vidi, infine, al culmine cieco Di un sentiero smosso, storto, secco. Era il riflesso nel mio pensiero, era nel buio più vero e intero. Il blu che vibra senza colore, che brucia freddo, che pare amore. Non si tocca, non si descrive - Si attraversa, se si sopravvive. [ Refrain ](variante) lo, io trovai quel blu nascosto, nel vuoto denso, nel fondo opposto, e lo portai fuori dal bosco nel silenzioso bàttito fosco. [ Coda ad libitum] E nel tornare non ero più solo- Avevo il blu Dentro ogni suolo. Nel cielo spento, nel mio pensiero, nel passo stanco divenni vero.