In un villaggio ai confini del regno, viveva un contadino, lavoratore e degno. Un giorno il suo formaggio, prezioso come l’oro, fu preso dal ladro più furbo del pianoro. "Ay! Ladro di formaggio, vieni fuori vigliacco! Non ci sfuggirai, anche se sei scaltro un sacco! Siam in tre a cercare di star al tuo passo, finirai in cella, con pan duro come sasso!" Il contadino corse a chiedere aiuto, al cavaliere del re, con l’elmo ammaccato. “Prendiamolo!” gridò, con voce possente, ma aveva un cavallo assai acquiescente. Passava di lì un cerusico, erbe e bende in spalla, “Lo curerò con la ralla quando sarà in una cella!” Ma il ladro li spiava, ridendo in un cantuccio, Il formaggio stretto al petto, lieto del suo peccatuccio! "Ay! Ladro di formaggio, vieni fuori vigliacco! Non ci sfuggirai, anche se sei scaltro un sacco! Siam in tre a cercare di star al tuo passo, finirai in cella, con pan duro come sasso!" L’inseguimento partì, a ritmo indiavolato, il ladro saltò fossi e muriccioli accalorato. Il cavaliere inciampò, il cerusico cadde nel fiume, il contadino che urlava nemmeno lui tanto incolume! Ma il ladro scomparve in un bosco assai fitto, lasciando poche tracce, svelto come un folletto. Del formaggio non rimase proprio niente, Il contadino restò a tirar qualche accidente! "Oh ladro del formaggio, sei un furbo malandrino, hai battuto noi tre, che destino meschino! Ma un giorno ti troveremo, ne siamo proprio certi, e farem festa grande, coi formaggi sotto i denti!" Così i tre tornarono al villaggio sconsolati, raccontando l'avventura, tra risate e canti stonati. E ancora oggi al mercato si narra la leggenda, del ladro del formaggio, e della sua lauta merenda!