
[Intro - suspended noir jazz] [Grand piano in the upper register, warm pad underneath] [No drums at first] [Contralto intimate, almost remembering aloud] Quando è cominciato? Ho provato a trovare il giorno. La frase. Il gesto. La prima crepa nel muro. Ricordo una sera. Tu guardavi fuori. Io parlavo. Forse era lì. E prima?... Niente. [Verse 1 - brushes and double bass enter softly] [Rhodes follows the vocal with small delayed chords] Prima cenavamo tardi. Lasciavamo bicchieri dove capitava. Una domenica abbiamo perso un pomeriggio intero senza chiamarlo tempo perso. Non sapevamo che certe cose sarebbero diventate ricordi. Erano solo cose. E prima?... Niente. [Pre-Chorus - minor tension] [Muted trumpet breath at the end of each thought] Cerco sempre un punto preciso. Qui. Qui è cambiato tutto. Qui abbiamo smesso di guardarci. Qui ho avuto paura. Qui hai iniziato ad andare via. Ma ogni volta che trovo un inizio dietro ce n’è un altro. E prima?... Niente. [Chorus - warm, spacious soul] [Grand piano hook, Hammond barely audible] [Delicate “mmh” harmonies] Niente. O forse non aveva ancora un nome. Una distanza prima di diventare distanza. Una paura prima di sapere di essere paura. Una fine che per mesi si era vestita da giorno normale. E prima?... Niente. O forse tutto era già lì troppo piccolo per essere visto. [Instrumental Jam] [Piano explores the chord sequence freely] [Double bass answers with restrained walking phrases] [Muted trumpet appears only in the gaps] [Verse 2 - darker, slower phrasing] Quando è cominciato che mio padre è diventato vecchio? Non quel giorno in cui l’ho aiutato a salire le scale. Prima. Quando mi ha dato le chiavi dell’auto dicendo: “Guida tu.” Prima ancora. Quando ha iniziato a chiamarmi per chiedere cose che una volta chiedevo io a lui. E prima?... Niente. Era mio padre. Io suo figlio. Due parole ferme. Poi il tempo ha cominciato a spostarle. [Pre-Chorus] Quando è cominciato che sono diventato quello grande? Non ricordo nessuna cerimonia. Nessuno mi ha chiamato da parte. Nessuno ha detto: “Da oggi tocca a te.” E prima?... Niente. [Chorus - fuller, still intimate] Niente. O forse stavamo già cambiando mentre parlavamo d’altro. Mentre compravamo il pane. Mentre cercavamo parcheggio. Mentre dicevamo “ci sentiamo domani” convinti che domani fosse soltanto un altro giorno. E prima?... Niente. Il tempo lavora piano. Per questo lo sentiamo solo dopo. [Bridge - almost free time] [Piano and voice, long silences] [No steady bass] Ho cercato l’inizio anche dentro di me. Quando ho smesso di credere a certe cose? Quando ho cominciato a perdonarne altre? Quando quella voce che mi giudicava ha abbassato un poco il volume? Non lo so. Cerco il giorno. Cerco l’ora. Cerco una fotografia in cui si veda. Non c’è. E prima?... Niente. [Pause] Forse è questa la risposta che sbagliavo. [Build - Rhodes, bass and brushes return] Perché niente non significa che non esistesse. Significa che non lo vedevo. Un seme sotto terra da fuori sembra niente. Una frase che non hai ancora detto sembra niente. Una persona che non hai ancora incontrato è niente soltanto dal tuo punto di vista. [Final Chorus - warm emotional peak] E prima?... Niente. Prima di te non sapevo che mancassi. Prima di perderti non sapevo quanto spazio occupassi. Prima di diventare quello che sono non sapevo che ci stessi già andando. E prima?... Niente. [Soft “mmh” harmony] Ma adesso quando guardo indietro quel niente è pieno di cose che stavano arrivando. [Outro - piano, distant trumpet] [Harmony remains unresolved until the final chord] Quando è cominciato? Non lo so. Forse non comincia mai nel punto in cui ce ne accorgiamo. Forse quando finalmente gli diamo un nome è già successo da tempo. [Long pause] E prima?... [Very soft] Niente. [Final piano chord] [End]


