
[Intro — voce sola, cercando una melodia] Mm… No, aspetta. Mm-mm-mmh… [Strofa 1] Ho scritto una frase stanotte. Stamattina non entra nei quattro accordi che le avevo messo sotto. Sposto una parola, poi un’altra. Alla fine chiudo il quaderno e provo a cantarla senza guardare. La voce prende una curva che non avevo previsto. Mi fermo a metà. Riparto dallo stesso punto. [Pre-Ritornello] Batto le dita sul tavolo. Il ritornello arriva prima che abbia deciso cosa deve dire. [Ritornello] Non ho niente da festeggiare, ma questa canzone non lo sa. Io conto quello che mi manca, lei conta quattro e riparte già. Non mi chiede come va. Non aspetta la risposta. Fa un giro dentro la mia testa, poi ne fa un altro ancora. [Strofa 2] Accendo il registratore. Alla prima prova sbaglio l’attacco, alla seconda mi viene da ridere e si sente anche quello. Scrivo: «Mi succede sempre». Ma *sempre* cade fuori tempo. Lo tolgo per far stare la frase e resta: «Mi succede». La canto due volte. Non aggiungo nient’altro. Lascio il quaderno aperto alla pagina di stanotte. [Ritornello] Non ho niente da festeggiare, ma questa canzone non lo sa. Io conto quello che mi manca, lei conta quattro e riparte già. Non mi chiede come va. Non aspetta la risposta. Fa un giro dentro la mia testa, poi ne fa un altro ancora. [Outro — la base si spegne, voce vicina] Salvo la registrazione. Non le do ancora un titolo. Spengo tutto. Aspetta… Mm-mm-mmh…

