[Strofa 1 – La soglia] Ho cercato me stesso tra le definizioni, nei dogmi delle scelte ben ponderate, ma ogni certezza si sfaldava come castelli di sabbia al passaggio della marea. Nel vuoto tra un pensiero e l’altro, ho sentito l’eco di un’origine antica— non era una voce, ma un’assenza così piena da farmi piangere. [Ritornello – L’invito sottile] Vieni con me oltre le storie, dove non c’è niente da spiegare, ma tutto da sentire. Dove non sei il protagonista, né lo spettatore, ma il respiro che attraversa la scena. [Strofa 2 – Il disvelamento] Ho interpretato il ruolo dell’uomo che sa, che ha un senso da inseguire e un’identità da difendere. Ma la forma si è stancata di recitare, e la maschera è caduta con un fragore improvviso— come un tuono che scuote il silenzio. Ora vedo che il mistero non chiede risposte, ma solo occhi che restino aperti quando il mondo si chiude. [Ritornello – L’invito sottile] Vieni con me oltre le storie, dove la meta è l’attesa, e il silenzio canta verità più forti del verbo. Dove non c’è una trama da seguire, ma un vuoto da abitare con leggerezza. [Finale – Il ritorno al sé] Sei l’intervallo tra i nomi. La nota che sfugge allo spartito. Il gesto non compiuto che racchiude tutto il possibile. Oltre le storie non c’è fine non c’è inizio c’è solo… presenza.