
[Intro ,vinyl scratch, voice telephone] Yeah, Fuori piove rabbia, Roma, Milano, l'inferno ha un codice postale. [Verse1] C'ho la testa in corto, l’anima in subaffitto, parlo con i muri, ‘sta città è un conflitto. La notte vomita sirene, polvere e scandali, mentre il popolo dorme tra debiti e mandati. Ho fame di verità, ma qui servono bugie, facce da TG, marionette e polizie. Lo Stato? È un fantasma con la sciarpa di Gucci, fa le leggi in giacca e cravatta, ma poi spara sui cruci. [Hook] Tutto va giù — tranne me, tranne me, crolla la città — ma io sto in piedi, perché? Non c’è nessuno, no, tranne me, a ballare sul disastro come fosse un privé. Yeah, tutto sparisce — tranne me, fuoco nei sogni, ma il ghiaccio nel tè, tu dimmi chi resta — tranne me, faccio festa anche quando non c'è. [Verse 2] Mi sveglio con la faccia contro il muro, mentre il tempo mi scava dentro come un fottuto chirurgo. Salmo sulla traccia, urlo come un lupo, Fibra nello stile: diretto, crudo, cupo. Narcos nei racconti, fumo e paranoie, gente che si perde tra TikTok e droghe. Il rap non è uno show, è sangue sull’asfalto, è vivere coi mostri e riderci accanto. Mi chiedi chi sono? Uno come tanti, cresciuto tra sogni rotti e padri assenti. Un figlio di nessuno con la voce spezzata, che scrive in rima tutto il veleno che sputa la strada. [Hook] Tutto va giù — tranne me, tranne me, crolla la città — ma io sto in piedi, perché? Non c’è nessuno, no, tranne me, a ballare sul disastro come fosse un privé. Yeah, tutto sparisce — tranne me, fuoco nei sogni, ma il ghiaccio nel tè, tu dimmi chi resta — tranne me, faccio festa anche quando non c'è. [Outro] E se domani sparisco, non chiamarlo destino, era solo un altro giorno in bilico sul confine. Io non cerco applausi, cerco redenzione, mentre scrivo la mia fine in una strofa di tensione.

