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Venerdì Sera (Solo Silenzio)

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[Intro – distant room tone, no rhythm] (rumore di frigorifero, traffico lontano) Una luce senza fonte [Verse 1 – intimate, restrained] Chiavi nella ciotola. Luci ancora spente. La settimana cade piano come polvere presente. Portatile chiuso ma vivo, ronza come un pensiero. La città filtra dalle tende, ogni finestra ha il suo mistero. Io rimango nella stanza con la forma della sedia. Come fossi già rimasto qui anche venerdì scorso. [Pre-Chorus – thinning air] Le lancette si piegano. L’aria è troppo densa. È venerdì sera ma non comincia. [Chorus – ritual, steady] Venerdì sera Venerdì sera Non succede Non succede Venerdì sera Venerdì sera Non comincia Non finisce (sussurrato, largo nello stereo) Sempre uguale Sempre uguale [Verse 2 – slightly unstable imagery] Il telefono si accende ma non chiama per nome. “Qualcuno ha messo un segno” sullo stesso errore. Ricordi che non ho scelto ritornano da soli. Scorro luce bianca e azzurra finché gli occhi sono vuoti. Le pareti si allargano di un millimetro appena. Non abbastanza per fuggire. Abbastanza per restare. [Pre-Chorus – syntax cracking] Niente crolla. Niente esplode. Solo il silenzio che si espande. [Chorus – darker harmony] Venerdì sera Venerdì sera Non risponde Non risponde Venerdì sera Venerdì sera Resta fermo Resta fermo Sempre uguale Sempre uguale Sempre uguale [Bridge – rhythm drops, near spoken] Se chiamo, chi mi sente? Se mi muovo, chi mi vede? Casa mia, Casa mia, non mi chiama, non mi tiene. La porta sa come entro. Ma non apre. Ma non cede. [Final Chorus – layered, slightly dissonant] Venerdì sera Venerdì sera Non succede Non succede Non comincia Non finisce Non risponde Non finisce (voci sovrapposte, fuori sincrono) Sempre uguale Sempre uguale Sempre uguale [Outro – almost silence] Chiama. Chiama. Chi— [Silenzio]