
["Oro nero"] [Strofa 1] Esce denso, crema scura, profumo che chiama, nella tazzina stretta riposa la trama. Un sorso solo, potente e sincero, è l’espresso, il doppio, il mio oro nero. Non chiede compagnia, non vuole conforto, sta in piedi da solo, fiero, mai morto. La macchina canta, il vapore sospira, e l’anima mia solo espresso respira. [Ritornello] Oro nero, puro e perfetto, nessun latte, nessun difetto. Chi cerca cappuccio, macchiato, biancore è un teppista, un ignorante, senza onore. teppista, ignorante, e anche Rabiato! L’espresso è sacro, non va diluito, e l’Americano, sì, lo dico, non arriva mai al vero mito. Oro nero, solo nero, nero! [Strofa 2] Lo prendi in piedi al banco, veloce e sicuro, zucchero o amaro, il rito è puro. La tazzina scotta, le dita che sanno, tre sorsi soltanto e via, quest’anno. Ma chi allunga con acqua, chi aggiunge la schiuma, non capisce la forza che il buio consuma. Cappuccino alle undici? Peccato mortale, latte macchiato è un errore fatale. [Ritornello] Oro nero, puro e perfetto, nessun latte, nessun difetto. Chi cerca cappuccio, macchiato, biancore è un teppista, un ignorante, senza onore. teppista, ignorante, e anche Rabiato! L’espresso è sacro, non va diluito, e l’Americano, sì, lo dico, non arriva mai al vero mito. Oro nero, solo nero, nero! [Ponte] Una lunga bevanda, un’offesa al chicco, solo nel corto risplende l’antico. La napoletana che sale e ridiscende, il doppio che il cuore veloce riaccende. Non chiedo caffè ghiacciato o panna, solo la crema che il buongustaio condanna a restare fedele, devoto e severo, al ristretto, al profumo più vero. [Ritornello finale – con ripetizioni] Oro nero, puro e perfetto, solo nero, nero, lo ripeto. Chi cerca latte è un teppista, un ignorante, un Rabiato, Rabiato, Rabiato! L’Americano scivola via, non ha la grandezza, non ha magia. Oro nero, oro nero, oro nero, espresso, doppio, mio pensiero. Nero, solo nero! (accordo secco e lunga pausa, poi il pianoforte tace)

