(Verso 1) Ti ricordi le ginocchia sbucciate e le corse in cortile a perdifiato? Eravamo due ombre spettinate in un mondo che andava inventato. Abbiamo diviso i banchi e i segreti, le prime paure, i primi "non so", costruendo castelli sopra i divieti mentre il tempo diceva: "un giorno vedrò". (Pre-Chorus) E non serve parlare per dirci chi siamo, ci basta uno sguardo, la mano nella mano. Siamo cresciute con lo stesso vento, cambiando pelle in ogni momento. (Chorus) Tu sei il diario che non ho mai scritto, la spalla sicura, il mio porto dritto. Siamo due rami dello stesso albero, diverse e uguali, come marmo e polvere. Compagne di strada, di sogni e di pianti, mentre il futuro ci spingeva avanti. Sei la certezza che resta costante: la mia metà, da sempre e per sempre. (Verso 2) Abbiamo visto i nostri visi cambiare, truccando gli occhi per sembrare più grandi, imparando a cadere e poi a camminare tra i cuori spezzati e i giorni distanti. E se la vita ci ha stretto i vestiti, e i sogni di ieri sono sbiaditi, il filo che ci unisce non si è mai perso, è l’unica ancora in questo universo. (Bridge) Non importa dove il mondo ci porta, se piove fuori o se è chiusa la porta. Io guardo te e vedo la bambina, la ragazza di ieri, la donna vicina. (Chorus) Tu sei il diario che non ho mai scritto, la spalla sicura, il mio porto dritto. Siamo due rami dello stesso albero, diverse e uguali, come marmo e polvere. Compagne di strada, di sogni e di pianti, mentre il futuro ci spingeva avanti. Sei la certezza che resta costante: la mia metà, da sempre e per sempre. (Outro) Sempre noi, stessa età, stesso cuore. Cresciute insieme, nello stesso colore. Grazie di esserci. Da sempre. Per sempre.