
[Intro - Deep cinematic cello, mystical wind, tribal heartbeat drum] [Verse 1 - Low, breathy, evocative] Non sono solo pagine, è il mio destino che si svela, come Circe che incanta sulla pelle e sulla vela. Porto ciò che sono, un cammino di carta e di luce, mentre il filo delle Moire nel mio labirinto conduce. Siamo come radici di querce, sepolte nel tempo, che traggono forza dal buio e dal vento. [Verse 2 - Building tension, haunting layers] Vedo persone chiuse in maschere di gesso e timore, che hanno perso il contatto con il proprio valore. Hanno paura di perdersi, di farsi guardare, ma senza scendere a fondo non si può risalire. Io scelgo il mio rito, la mia antica visione, tra un manga e un mito, trovo la mia direzione. [Chorus - Powerful, ritualistic, cinematic] Siamo per pochi, ma siamo giganti, con le radici nel fango e i rami davanti! È un’opportunità sacra di restare veri, custodi assoluti dei nostri pensieri. Echi dal profondo, il canto che resta, mentre fuori infuria la solita tempesta. [Bridge - Ethereal and magical] Estirpo il veleno, nutro la vita, ogni mia cicatrice è una foglia fiorita. Insegno al mio corpo che la terra è divina, che la mia rinascita è già vicina. [Outro - Fading out, ancient and calm] In profondità... Come il canto di Circe. Carta e luce. [End]

