[Strofa] Guarda, maestro, che pezzo di merda, Filippo Argenti, che fine meschina! Voglio vederlo, fottuto nel lago, a strillare e dibattersi come un mago. [Strofa] Tuffati nella broda, schifoso come sei, hai tradito, infangato, paghi per i tuoi guai. La rabbia ti brucia, il ghiaccio ti assale, adesso impari, bastardo, che vuol dire male! [Strofa] Tu che in vita pensavi di farla franca, di tirare la corda, giocare la banca, ma ora sei qui, nel fango e nel gelo, che goduria, ti vedo lì, prigioniero del cielo. [Strofa] "Guarda come strilla, guarda come si agita, adesso paga per ogni merda che ha seminato." In vita mi hai trattato come un cane, ora ti vedo, e te lo meriti, infame. [Strofa] Ma attenzione, Filippo, la vendetta è servita, tu sarai ricordato, ma di certo in cattiva luce. Neanche la tua morte ti darà salvezza, sarai un emblema di schifo e tristezza. [Strofa] E il mio canto ti brucia, ti affonda nel fango, la tua faccia si contorce, mentre scivoli nel buio. Tu che pensavi di vincere, di farla franca, ora sei solo un altro dannato che paga la sua stanza. [Strofa] Vedi come si dibatte, vedi come si agita, è tutto un gioco, ma il destino non perdona. In vita hai ferito, in morte ti stritola, Filippo Argenti, in questa broda affonda.