
[verse] Io non cerco la salvezza, cerco la lucidità che lampeggia un istante prima del collasso. Non ho più fede nella virtù, ma nella risata che la smaschera. Ho visto la morale inciampare nei propri sandali e chiedere scusa a un bicchiere rovesciato. Da allora, mi fido solo del disordine che sa di verità. [chorus] Non resta che il lampo. Un frammento d’assurdo che brilla e tace. Siamo splendidi fallimenti, tracce di senso in un’euforia provvisoria. E va bene così: ogni errore ha la sua musica, ogni crollo la sua eleganza. [verse] L’uomo saggio predica misura. Io dico: la misura è solo l’alibi dei timidi. Meglio l’eccesso lucido, il pensiero che barcolla ma non cade. Siamo tutti sistemi filosofici con la bottiglia incrinata, equazioni scritte sull’aria che sanno di fumo e libertà. Il vizio è il fratello illegittimo del pensiero, e a volte, è lui che dice la verità più nuda. [chorus] Non resta che il lampo. Un frammento d’assurdo che brilla e tace. Siamo splendidi fallimenti, tracce di senso in un’euforia provvisoria. E va bene così: ogni errore ha la sua musica, ogni crollo la sua eleganza. [verse] Non c’è degrado, c’è solo sincerità portata all’estremo. Quando tutto crolla, rimane l’essenziale: la risata, l’abbraccio, il lampo d’ironia che salva l’uomo dal diventare statua. Il bene, il male, la carne, l’idea — sono solo abiti diversi dello stesso carnevale cosmico. Io voglio ballarci dentro, con la decenza che implode in filosofia. [chorus] Non resta che il lampo. Un frammento d’assurdo che brilla e tace. Siamo splendidi fallimenti, tracce di senso in un’euforia provvisoria. E va bene così: ogni errore ha la sua musica, ogni crollo la sua eleganza. [verse] E quando il silenzio torna a reclamare il suo regno, resta solo il battito stanco del pensiero. Tutto ciò che abbiamo creduto solido si dissolve, e ciò che resta non ha nome, ma ride. Forse è la verità, forse solo l’eco di una sbornia cosmica. Ma è limpida, per un istante, come un pensiero che ha smesso di fingere. [chorus] Non resta che il lampo. Un frammento d’assurdo che brilla e tace. Siamo splendidi fallimenti, tracce di senso in un’euforia provvisoria. E va bene così: ogni errore ha la sua musica, ogni crollo la sua eleganza. [outro]

