
Mi hai vestita di luci, di seta e di suoni, con parole dorate a coprire i miei toni. Hai detto: "Non scusarti se vuoi un po’ di più, se tremi, se sbagli, se fingi di non essere tu." Poi mi hai messo addosso i tuoi specchi rotti e mi hai chiesto di brillare per quegli occhi vuoti. Dicevi: "Mostra il tuo viso, la grazia, il profumo, Il mondo ti guarda, o zitta e perfetta, o sei nessuno." Ma tu non sei casa mia, tu sei un palco e la platea. Hai confuso le mie spine per un fiore da vetrina. Mi hai detto: “Ora sei bella!" ma io proprio non sono quella. Io sono tutta mia Io sono tutta mia. Hai bisogno di cambiarmi, che follia! Cambiarmi il cuore, la voce, la via. Hai raccolto i miei stracci come trofei, li hai buttati ridendo, con tutti i tuoi dèi. Hai parlato di me senza chiedermi niente, come fossi un'ombra, senz'anima, inconsistente. Hai disegnato le mie sembianze, mi rinnovi, E cancellato tutto ciò che non approvi. Ma tu non sei casa mia, tu sei un palco e la platea. Hai confuso le mie spine per un fiore da vetrina. Mi hai detto: “Ora sei bella!” ma io proprio non sono quella. Io sono tutta mia Io sono tutta mia. Quel che non vedi e senti è che possiedo un nome, Che ho una voce che canta, Un'anima che brilla eccome! Perché tu non sei casa mia, Tu sei palco, sei platea, Un riflesso senza specchio, Che rimiro e non compiaccio. Mi hai detto: “Ora sei bella!” ma io proprio non sono quella. Io sono tutta mia Io sono tutta mia. Tu non sei casa mia. Io sono tutta mia. Libera fino alla vertigine, Io sono la mia origine.

