Fisso al cancello lo sguardo, in attesa di un ritorno che non c'è, un corpo affaticato dal tempo, che porta il peso di una fedeltà. Un lamento sommesso al vento, un'ombra che attende nell'oblio, un amore che non ha avuto tempo, di dire addio. Partito il padrone ora giace là, trascurato su letame di muli e buoi là giace il cane Argo pieno di zecche e di ricordi che consumano l'anima Là giace il cane Argo pieno di zecche e di ricordi Là giace il cane Argo pieno di zecche e di ricordi di una vita che non ha vissuto Immagini di caccia e di avventure, un legame indissolubile e forte, ma adesso solo silenzio e solitudine, un cuore che batte per ciò che non c'è. Un lamento sommesso al vento, un'ombra che attende nell'oblio, un amore che non ha avuto tempo, di dire addio. Partito il padrone ora giace là, trascurato su letame di muli e buoi là giace il cane Argo pieno di zecche e di ricordi che consumano l'anima là giace il cane Argo pieno di zecche e di ricordi di una vita che non ha vissuto Tra le ombre attendeva un bagliore, un segno, un miraggio, un inganno, ma solo il vuoto del suo cuore, e il silenzio di un eterno affanno. Un lamento sommesso al vento, un'ombra che attende nell'oblio, un amore che non ha avuto tempo, di dire addio. Partito il padrone Ora giace là, trascurato su letame di muli e buoi là giace il cane Argo pieno di zecche e di ricordi che consumano l'anima là giace il cane Argo pieno di zecche e di ricordi di una vita che non ha vissuto Nella polvere il suo nome si perde, un ricordo sbiadito dal tempo, un'anima fedele che si arrende, al fato del suo tormento. E Argo la Moira di nera morte afferrò appena rivisto Odisseo dopo vent’anni.