
[intro] Nel buio di una stanza che odora di cenere e promesse Ombre danzano come echi di Schopenhauer, volontà spezzate Un calice rovescia elisir rosso, veleno che brucia le vene E io inseguo l'eco di un tuono, un lampo che non si spegne mai [verse] Sogni come castelli di sabbia, erosi dal fiume dell'oblio Nietzsche ride dal fondo del bicchiere, "diventa ciò che sei" Ma il peso del mondo mi schiaccia, cerco un balzo nel vuoto E le stelle cadono piano, fiches nel cielo rovesciato [chorus] Alea iacta est, Cesare grida dal ponte dell'abisso Il dado rotola, cuore in fiamme, brivido che non si arrende Ubriaco di speranze infrante, ma l'adrenalina urla "ancora!" Mani tremanti, occhi di fuoco, nel vortice del forse [verse] Sotto luci al neon che pulsano come vene di un gigante morente Cicerone sussurra discorsi, parole che ingannano il fato Il degrado si insinua, ruggine su armature d'oro E io bevo l'illusione, cerco il graal nel fondo del bicchiere Un brivido in più, come il lupo che ulula alla luna spezzata Sogni che si frantumano come vetro sotto stivali di piombo Ma la speranza è un falco cieco, vola verso l'orizzonte ingannevole Rischio tutto per un bagliore, degrado che profuma di vittoria [chorus] Alea iacta est, Cesare affoga nel fiume di carte mute Il dado rimbalza, anima in cenere, brivido che divora Ubriaco di illusioni spezzate, ma l'euforia grida "di più!" Mani intrecciate, sguardi di lame, nel labirinto del mai [bridge] E se il mondo è un'illusione, Schopenhauer aveva ragione? Nietzsche balla sul precipizio, eterno ritorno del dolore Ma io non mi fermo, il calice trabocca di veleno dolce Degrado o redenzione? Il prossimo lancio deciderà [verse] Figure eteree si piegano, come rami sotto tempesta eterna L'alcol è un fiume che erode, porta via pezzi di me Cerco l'eccesso, un fremito che squarcia il velo della noia Sogni polverizzati, ma la fiamma interiore non si spegne [chorus] Alea iacta est, Cesare risorge dal mucchio di cenere Il dado esplode, spirito in tempesta, brivido che risveglia Ubriaco di destini infranti, ma la follia urla "eterno!" Mani vuote, cuori di tuono, nel caos del sempre [chorus] Alea iacta est, Cesare tace, il dado si è fermato Ma il tavolo brucia ancora, brivido che non conosce pace Ubriaco di tutte le sconfitte, l'anima ride "ancora e ancora!" Polpastrelli in fiamme, pupille di lava viva, nel cerchio eterno del gioco che non finisce mai

