[Intro] (Il brano inizia con il suono pizzicato e sognante del Kanun che crea un'atmosfera mediorientale e antica. Un tappeto di archi profondi entra lentamente, seguito da un battito ritmico potente e cadenzato: BUM... BUM...) [Strofa 1: Soprano drammatico - Intimo e profondo] Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. (Voci di sottofondo maschili: Ahhh...) Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. [Chorus: Esplosione Epica - Coro e Beats Potenti] (Il beat diventa incalzante e maestoso. Il coro si unisce alla voce solista in un'armonia celestiale) E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. [Instrumental Bridge: Assolo di Kanun] (Il ritmo rallenta ma resta potente. Il Kanun esegue una melodia virtuosa e spirituale, evocando il senso dell'infinito, accompagnato da rintocchi di campane basse) [Climax: Massimo vigore operistico] (Tutta l'orchestra e il coro raggiungono il picco di intensità. I beats sono pesanti e profondi) Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare. (Il naufragar... m'è dolce...) [Finale: Dissolvenza Spirituale] (I beats cessano improvvisamente. Rimane solo il Kanun e un coro di voci bianche che sfuma nel silenzio) E il naufragar m’è dolce in questo mare. (Sussurrato) In questo mare. [End]