
SEI OVUNQUE [STROFA 1] Mi sveglio e il telefono dice sei e ventitré, la sveglia dice “alzati”, io rispondo “anche no”. Metto il caffè sul fuoco, poi mi dimentico perché, apro Instagram due secondi e naturalmente cerco te. Ti trovo nelle cose che non c’entrano un accidente, nel tipo sull’autobus che ride come fai tu, nel barista che mi chiede: “Il solito?” distrattamente, io dico “sì”, ma penso che il mio solito ormai sei tu. [PRE-RITORNELLO] E non è romanticismo, è più una specie di guasto, sei entrata nei pensieri e hai cambiato pure il catasto. [RITORNELLO] Sei ovunque, sei ovunque, nel lunedì, nel venerdì, nelle canzoni brutte che poi diventano belle se sei lì. Sei ovunque, sei ovunque, anche dove non dovresti stare, nella testa senza password, senza bussare, senza pagare. E provo a pensare ad altro, conto fino a tre… uno, due… niente da fare: sei di nuovo te. [STROFA 2] Vado fuori con gli amici per dimenticarti un po’, strategia scientifica, durata: sette minuti. Uno parla del lavoro, l’altro dice “io non ne posso più”, io annuisco molto serio ma sto pensando ancora a tu-sai-chi. Poi ordiniamo un’altra cosa, tanto domani si vedrà, qualcuno mette quella musica che ballano tutti male, e in mezzo a cento facce, per qualche strana probabilità, io immagino la tua che mi guarda e inizia a ridere. [PRE-RITORNELLO] Non sarà dipendenza, diciamo occupazione: hai preso un monolocale dentro la mia attenzione. [RITORNELLO] Sei ovunque, sei ovunque, nel lunedì, nel venerdì, nelle canzoni brutte che poi diventano belle se sei lì. Sei ovunque, sei ovunque, anche dove non dovresti stare, nella testa senza password, senza bussare, senza pagare. E provo a pensare ad altro, conto fino a tre… uno, due… niente da fare: sei di nuovo te. [ENGLISH BREAK / POST-CHORUS] Wherever you are, wherever you go, I keep thinking of you, more than you’ll ever know. Wherever you are, whatever you do, I try to think of something else, but it always comes back to you. Wherever you are, I keep thinking of you. Wherever I go, I keep coming back to you. [BRIDGE] Ho provato con lo sport, con le serie fino alle quattro, con “da domani cambio vita”, che è una bugia che mi racconto. Ho provato a non scriverti, record personale: mezza giornata, poi ho scritto “come va?” e l’ho cancellato. Poi riscritto. Poi cancellato. Poi inviato. Che figura disperata. [BREAK] Forse non sei tu dappertutto, forse sono io che ti metto là: nei semafori, nei bicchieri, nelle domeniche in città. E se questa è una malattia non chiamate il dottore, certe volte stare male è il modo più stupido di stare bene per amore. [RITORNELLO FINALE] Sei ovunque, sei ovunque, dalla mattina fino a lunedì, nei miei programmi seri che saltano appena compari lì. Sei ovunque, sei ovunque, e ormai ti lascio pure stare, tanto dalla mia testa non ti riesco più a sfrattare. E provo a pensare ad altro, conto fino a tre… uno, due… lo sapevo. Sei ancora te. [FINAL ENGLISH REPRISE] Wherever you are, I keep thinking of you. Wherever I go, I keep coming back to you. [OUTRO] Spengo tutto. Chiudo gli occhi. Finalmente silenzio. … No. Ancora te.

