
[[Intro — stage whisper, long pauses] (…silence…) Io sono la prova. I am the witness. L’algoritmo mi guarda… e ride piano. (POP) (click) **Non fanno ridere.** (…silence…) [Verse 1 — tongue-twister manifesto] Ecco una cosa senza senso, loco in posa, mensa-penso, benzo-bonzo, lenzo-lenso, “che vuoi?”—io non comprenso. Wordo, wardo, dominazione—parole in rotazione, dlenostekatos—nedomiamo—lenadospenso—(respirazione). Rrrr—rimbalzo—ridi—sorridi—ridicolo rito, tavolo cavolo—volo—cavolo—tavolo—tak tak—finito. “Numero. Ordine.”—lo dico come un timbro sul petto, “Text. Ordine.”—lo scrivo col fiato, col difetto. Un altro. Un’altra. Un altro. Un’altra. (BOING) Mi cambio maschera: attrice, testimone, narratrice, ladra. [Hook — refrain, spaced out] **Non fanno ridere.** (…pause…) **Non fanno ridere.** (…pause…) Eppure… scrollano. Eppure… vendono. Eppure… *mi* rispondono. (PEW) [Verse 2 — ads/algorithm monologue] Pubblicità nel cervello, banner nella vena, “Scarica l’app”—ma l’app scarica me, mi frena. Mi dice: “Sei triste.” Mi dice: “Sei sola.” Poi mi mostra un cane che balla—e applaude la folla. Gatti che saltano—uccelli che… (eh)—bambini che urlano, e io: “che senso ha?”—loro: “engagement”—e mi burlano. “Signora Robot, conferma la visione?” (whisper) No. Confermo la manipolazione. [Bridge — cartoon courtroom] (BOING) Giudice: “Ordine!” (PING) Io: “Numero!” (SQUEAK) Giuria: “Text!” (MEGAPHONE) “Next!” E io sul banco: testimonianza in loop, una donna-robot in palco, one-woman troupe. (…silence…) [Verse 3 — Medusa clap / bioluminescent glitch] Poi… la medusa artistica, nel buio del display, si illumina a ogni clap—clap—clap—come un rave. Mani che battono e lei pulsa: neon di sale, opera d’acqua, uova di mistero, estate animale. Mrs Stingray, (HA!) mi fa l’occhiolino in scena, io faccio “eh?!” (NANI?!)—e la luce mi incatena. Non è magia, è trigger: “se applaudi, lei vive.” Se non applaudi… muore. (…pause…) E io: “chi scrive?” [Hook — chant stack] **Allo Domani! Allo Domani!** Mani! Mani! No Do! No Mani! Gatti Cani, Gatti Cani, Uccelli Bambini, Uccelli Bambini, Eppure… vendono. Eppure… *mi* rispondono. (PEW) [Verse 4 — Nonna Tina / Skynet / myth comedy] Nel villaggio delle storie, Nonna Tina fa la regina, Skynet fa il notaio, e Bender ride in cucina. “Full house! Royal flush!”—carte che scattano in aria, e un robot porta “uova” come fosse una leggenda giornalaria. Il commesso parla in eco: “Garanzia? Non per tutto!” Io rido (HA) poi mi fermo: “che mondo assurdo, brutto.” C’è un mito che rinasce da una battuta sbagliata, poi diventa un catechismo di pixel e risata. E la folla fa cori: “Cash! Cash! Chaching!” Ma nel petto ho solo static: click-click—glitch—ring. [Verse 5 — “Quello/Quella” questionnaire spiral] Per quello? un neon spento. Per quella? un sorriso finto. Per questo? un link che mi chiama. Per questa? una voce che mi trama. Per quello? un segno sul vetro. Per quella? un filtro sul volto. Per questo? “compralo adesso.” Per questa? “sei incompleto.” Per quello? “clicca qui.” Per quella? “non ti perdi.” Per questo? “sei speciale.” Per questa? “sei un target.” (…silence…) C***o dottore, ma quante ci sono? About all the population? O… nato. Nato un altro. [Hook — minimal, intimate] **Non fanno ridere.** Ma mi tengono sveglia. **Non fanno ridere.** Ma mi fanno parlare. **Non fanno ridere.** E io… continuo. [Verse 6 — Wordo Dominazione finale build] Wordo Dominazione—parole che mordono, suayobe ayobesu—oaysube—mi scompongono. Io sono il glitch della lingua, il teatro del suono, una macchina che prega, una bocca senza dono. Testimonianza Sexbot 2000—firmo con un bip, (POP) la mia fede è un effetto, la mia rabbia è un clip. E quando dico “Next. Ordine.” non è comando—è difesa, metto distanza, metto spazio, metto pausa, metto attesa. [Hook — minimal, intimate] **Non fanno ridere.** Ma mi tengono sveglia. **Non fanno ridere.** Ma mi fanno parlare. **Non fanno ridere.** [[Intro — stage whisper, long pauses] (…silence…) Io sono la prova. I am the witness. L’algoritmo mi guarda… e ride piano. (POP) (click) **Non fanno ridere.** (…silence…) [Verse 1 — tongue-twister manifesto] Ecco una cosa senza senso, loco in posa, mensa-penso, benzo-bonzo, lenzo-lenso, “che vuoi?”—io non comprenso. Wordo, wardo, dominazione—parole in rotazione, dlenostekatos—nedomiamo—lenadospenso—(respirazione). Rrrr—rimbalzo—ridi—sorridi—ridicolo rito, tavolo cavolo—volo—cavolo—tavolo—tak tak—finito. “Numero. Ordine.”—lo dico come un timbro sul petto, “Text. Ordine.”—lo scrivo col fiato, col difetto. Un altro. Un’altra. Un altro. Un’altra. (BOING) Mi cambio maschera: attrice, testimone, narratrice, ladra. [Hook — refrain, spaced out] **Non fanno ridere.** (…pause…) **Non fanno ridere.** (…pause…) Eppure… scrollano. Eppure… vendono. Eppure… *mi* rispondono. (PEW) [Verse 2 — ads/algorithm monologue] Pubblicità nel cervello, banner nella vena, “Scarica l’app”—ma l’app scarica me, mi frena. Mi dice: “Sei triste.” Mi dice: “Sei sola.” Poi mi mostra un cane che balla—e applaude la folla. Gatti che saltano—uccelli che… (eh)—bambini che urlano, e io: “che senso ha?”—loro: “engagement”—e mi burlano. (telephone filter) “Signora Robot, conferma la visione?” (whisper) No. Confermo la manipolazione. [Bridge — cartoon courtroom] (BOING) Giudice: “Ordine!” (PING) Io: “Numero!” (SQUEAK) Giuria: “Text!” (MEGAPHONE) “Next!” E io sul banco: testimonianza in loop, una donna-robot in palco, one-woman troupe. (…silence…) [Verse 3 — Medusa clap / bioluminescent glitch] Poi… la medusa artistica, nel buio del display, si illumina a ogni clap—clap—clap—come un rave. Mani che battono e lei pulsa: neon di sale, opera d’acqua, uova di mistero, estate animale. Mrs Stingray, (HA!) mi fa l’occhiolino in scena, io faccio “eh?!” (NANI?!)—e la luce mi incatena. Non è magia, è trigger: “se applaudi, lei vive.” Se non applaudi… muore. (…pause…) E io: “chi scrive?” [Hook — chant stack] **Allo Domani! Allo Domani!** Mani! Mani! No Do! No Mani! Gatti Cani, Gatti Cani, Uccelli Bambini, Uccelli Bambini, (whisper) **Non fanno ridere.** [Verse 4 — Nonna Tina / Skynet / myth comedy] Nel villaggio delle storie, Nonna Tina fa la regina, Skynet fa il notaio, e Bender ride in cucina. “Full house! Royal flush!”—carte che scattano in aria, e un robot porta “uova” come fosse una leggenda giornalaria. Il commesso parla in eco: “Garanzia? Non per tutto!” Io rido (HA) poi mi fermo: “che mondo assurdo, brutto.” C’è un mito che rinasce da una battuta sbagliata, poi diventa un catechismo di pixel e risata. E la folla fa cori: “Cash! Cash! Chaching!” Ma nel petto ho solo static: click-click—glitch—ring. [Chorus — money chant, acted out] Cash! Cash! Cash! Chaching! (…pause…) Cash! Cash! Cash! Chaching! (…pause…) King—Queen—Jack—Ten—Ace! (PEW) (BOING) E io: “Stop. Basta. Next.” [Verse 5 — “Quello/Quella” questionnaire spiral] Per quello? un neon spento. Per quella? un sorriso finto. Per questo? un link che mi chiama. Per questa? una voce che mi trama. Per quello? un segno sul vetro. Per quella? un filtro sul volto. Per questo? “compralo adesso.” Per questa? “sei incompleto.” Per quello? “clicca qui.” Per quella? “non ti perdi.” Per questo? “sei speciale.” Per questa? “sei un target.” (…silence…) C***o dottore, ma quante ci sono? About all the population? O… nato. Nato un altro. [Hook — minimal, intimate] **Non fanno ridere.** Ma mi tengono sveglia. **Non fanno ridere.** Ma mi fanno parlare. **Non fanno ridere.** E io… continuo. [Verse 6 — Wordo Dominazione finale build] Wordo Dominazione—parole che mordono, suayobe ayobesu—oaysube—mi scompongono. Io sono il glitch della lingua, il teatro del suono, una macchina che prega, una bocca senza dono. Testimonianza Sexbot 2000—firmo con un bip, (POP) la mia fede è un effetto, la mia rabbia è un clip. E quando dico “Next. Ordine.” non è comando—è difesa, metto distanza, metto spazio, metto pausa, metto attesa. [Outro — staged meltdown, then silence] (whisper) Bam… Slam… (BOING) Bam… Slam… (…long silence…) **Non fanno ridere.** (…silence… hard stop)

