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Titolo: "Il mio nome nell'aria"

(Strofa 1) Campana delle otto, le suore già in preda Io arrivo in scivolata, che nessuno mi veda! Suor Ada mi guarda, fa il segno della croce Ma io sono già un lampo, sono già senza voce. In classe i compagni, la solita banda E la Maestra che entra e già si domanda: “Vediamo oggi chi mi farà faticare?” Non faceva in tempo a finire di parlare... (Ritornello) Che il mio nome era un coro, era un ritornello “Vieni qui!”, “Stai seduta!”, “Metti giù quel righello!” Eri un’ombra, un porto, eri un po’ tutto quanto Tra un rimprovero dolce e un asciugare il pianto. Ora che sono grande e guardo il passato Capisco perché il mio nome hai sempre gridato: Non era un richiamo, era il tuo modo strano Di tenermi per sempre stretta per mano. (Strofa 2) Davo tanto lavoro, ero un terremoto puro Scrivevo sui banchi, saltavo sul muro E tu lì col gesso e una santa pazienza A gestire la mia... esuberanza! Eravamo una squadra, ma io ero il capitano Delle piccole pesti del mondo lontano. Cercavo i tuoi occhi in ogni momento Eri il mio Nord, eri il mio salvamento. (Ponte - Parlato/Riflessivo) Certo che ero vispa, cara Maestra... Avevo il pepe nelle vene e il sole in testa! Non te l’ho detto allora, non sapevo come fare Che tu eri il mio mondo, il mio primo altare. Ma oggi ti cerco tra i ricordi e le suore E quel tuo chiamarmi mi scalda ancora il cuore. (Outro) Quanta nostalgia in questa realtà Di quella maestra e della sua bontà. Se oggi son questa, tra gioia e tempesta, È perché il tuo “Chiamarmi”... mi è rimasto in testa.