
**[Intro – falado, com guitarra suave e crescente]** "Un sogno… o forse un incubo. Non lo so più. Ma non c’era via d’uscita." **[Verso 1]** Un sogno strano, all’inizio erotico, Una bionda nuda, in una vasca d’acqua calda. Mi dice: "Vieni qui, bambino, oggi sei il mio dolce, La mia piccola prelibatezza." Nella sua mano un calice di vino rosso, Quando si gira verso la porta, il mio sconvolgimento: Non era una donna qualunque, no, Era mia zia Tereza, oh Dio! **[Ritornello]** Questo non è un sogno, è un incubo vero, Provo a svegliarmi, ma non c’è rimedio. Mia zia mi usa come il suo giocattolo, Una storia che inizia bene, ma non so se finisce meglio. **[Verso 2]** Poi entra Coralina, la sua cameriera, Con un sorriso dice: "Benvenuto a casa, Io sono qui per servire e obbedire, Ma ora tocca a te, devi partire." "Togli i vestiti, questo è solo l’inizio, E metti il tuo cazzo sul lavandino. Lo preparerò bene, con precisione, Perché qui tutto segue la sua tradizione." **[Ritornello]** Questo non è un sogno, è un incubo vero, Provo a svegliarmi, ma non c’è rimedio. Mia zia mi usa come il suo giocattolo, Una storia che inizia bene, ma non so se finisce meglio. Oh no, non posso scappare, Le mani di Coralina iniziano a lavorare. Tereza ride, beve il suo vino, Mi dice: "Bambino, sei il mio destino." Le pareti si stringono, il respiro si ferma, Non c’è via d’uscita, sono in una trappola eterna. Un incubo che brucia, che non finisce mai, E io perso, tra le sue mani e i suoi guai. **[Ritornello]** Questo non è un sogno, è un incubo vero, Provo a svegliarmi, ma non c’è rimedio. Mia zia mi usa come il suo giocattolo, Una storia che inizia bene, ma non so se finisce meglio. Un sogno strano, o forse un inferno, Un principio oscuro, un finale eterno. La casa di Tereza, un labirinto di follia, E io perso, senza via di fuga, senza via.

