
[verso] nel vetro sbrecciato del cielo,una balena cade al rallentatore.piove pece e papaveri neri,sotto la lingua mastico ere. [ritornello] eri un suono a spirale,una febbre nel silenzio.ora sei eco che si piega,tra i nervi di un vecchio albero spento. [ponte] ma nel torace si schiude una serra :dentro,respira il seme del nulla che sboccia in ali di resina e povere di luna bruciata. [ritornello 2] Ora danzo con la cenere,ma ridisegno il cielo coi nervi.ogni ferita una finestra,ogni addio un fiume in piena. [finale] ne cuore ho un pianoforte rotto,ma ogni tasto suona primavera. e se la notte torna nuda,le offro un giglio e una candela

