
===== CONCEPT ===== "Sette Meraviglie in sette giorni" è il racconto di un cantastorie che accompagna l'ascoltatore in un viaggio di sette giorni attraverso i sette mari, un giorno per ognuna delle sette meraviglie del mondo antico. Ogni tappa intreccia un re di Roma, uno dei sette colli, un mare da attraversare, una stella del Grande Carro a guidare la rotta, ed uno dei sette metalli alchemici, dal piombo del primo giorno fino all'oro della domenica, quando il viaggio si compie come una vera trasmutazione. Sette giorni, sette leggende, un'unica Grande Opera. ===== LYRICS ===== Sedetevi Vi dono sette giorni, sette mari, sette stelle, sette re, sette colli, sette meraviglie sopra di me, sette metalli in cammino, dal piombo all'oro più fino, il tempo che si trasmuta mentre nasce il racconto. Ascoltate Lunedì, la luna specchia il Tirreno d'argento, io vi dono il mio canto, il primo d’un viaggio lento, Romolo traccia il solco sacro sopra il Palatino, mentre Dubhe accende la rotta del nostro cammino, verso Efeso, dove un tempio bianco s'innalza al cielo, in nome di Artemide, sorella della Luna, dietro un velo. Martedì, il mare Ionio ribolle di sale e di battaglia, Numa Pompilio veglia il Quirinale: ha di ferro la muraglia, un re di pace tra le pietre dove un tempo c'era guerra, Merak scintilla sopra il marmo bianco di quella terra, dove ad Alicarnasso un mausoleo si erge, solenne e forte, tomba d'un amore grande, più grande della morte. Mercoledì, l'Egeo risplende sotto un cielo mercuriale, Tullo Ostilio doma il Celio con un piglio marziale, il mare scorre via, e con lui vola il pensiero, Phecda li guida tra le onde, senza alcun sentiero, fino al Faro che veglia Alessandria, alto e bianco, luce inestinguibile, per il marinaio stanco. Giovedì, il Marmara riflette il fulmine di Giove, Anco Marzio sull'Aventino osserva, e tutto si muove, di stagno è il suo volere, saldo come un giuramento, Megrez lo conduce fiero, senza alcun tentennamento, verso Olimpia, dove la Statua di Zeus immensa risplende, il mondo intero, trema impietrito, sotto il suo sguardo potente, [Instrumental] Venerdì, sulla riva del Mar Nero attende la sua sposa, Tarquinio Prisco sul Campidoglio in rame scolpisce la sua prosa, Alioth risplende sopra i giardini sospesi, alti e stranieri, la regina di Babilonia respira ancora i suoi pensieri. Sabato, il Mar Rosso arde di sabbia e di silenzio, Servio Tullio sull'Esquilino innalza mura pesanti di piombo, Mizar risponde sì, veglia sulle sabbie millenarie, dove piramidi toccano il cielo, eterne e solitarie. Domenica, il sole incorona il Mediterraneo intero, Tarquinio Superbo sul Viminale chiude questo mio pensiero, Alkaid ultima stella, indica il Colosso di Rodi, gigante d'oro e luce, tra le onde, ancora lo odi. Sette giorni son passati, e il piombo è oro, guardate, sette re, sette mari, sette stelle illuminate, la settimana finisce qui ma, il racconto non si arrende: tornate lunedì, che una nuova storia vi attende.

