
[Intro parlato] Oh gente, sedetevi, che parte la storia, di un uomo rotondo, ma pieno di gloria. Non era un influencer, non era una star, ma faceva tremare TikTok dal bar. ⸻ [Verse 1] Nel duemilaventisei, tra un reel e una frittata, comparve sulla piazza lo zio Ciabatta. Con la camicia aperta, il passo da sovrano, e un panino col salame stretto nella mano. Diceva: “Ragazzi, il mondo è impazzito, c’è chi litiga online col tostapane istruito. L’AI fa le poesie, la gente fa casino, ma nessuno sa più cuocere un buon brasatino.” ⸻ [Pre-Chorus] E sotto ogni post, che fosse amore o guerra, spuntava un troll col muso nella terra. “È tutto falso!”, “È tutto comprato!”, gridava uno col profilo appena creato. Ma zio Ciabatta rideva piano, alzava il bicchiere con fare umano: “Se il mondo è un teatro pieno di bugie, io porto il formaggio e due compagnie.” ⸻ [Chorus] Oh zio Ciabatta, re della risata, con la pancia sincera e l’anima impanata. Tra bot, deepfake e gente arrabbiata, tu balli in ciabatte tutta la serata. Oh zio Ciabatta, santo del cortile, mezzo filosofo, mezzo barile. Se il troll ti provoca dalla tastiera, tu gli rispondi: “Vieni a cena stasera!” ⸻ [Verse 2] Aveva un telefono con lo schermo crepato, ma diceva: “Funziona, non va disturbato.” Gli chiesero: “Zio, ma credi all’algoritmo?” Rispose: “Solo se balla a tempo col vino.” Scorreva le news con aria sospetta, tra guerre di meme e gente perfetta. “Questo ha sei dita, quell’altro è rifatto, questo papa parla all’AI, ma io parlo al gatto.” Poi vide un video virale e commentò serio: “Una volta bastava il mistero del cielo. Adesso per credere a una foto normale, serve un notaio, un prete e un segnale.” ⸻ [Pre-Chorus] E giù nei commenti, tempesta e bufera, uno gridava: “La Terra è una pera!” Un altro rispondeva: “Fonte?” “Mio cugino!” e intanto Ciabatta ordinava un crostino. Con calma da nonno e sorriso da matto, guardò il telefono e chiuse il contratto: “Voi fate la guerra per un’opinione, io faccio la pace con una porzione.” ⸻ [Chorus] Oh zio Ciabatta, re della risata, con la pancia sincera e l’anima impanata. Tra bot, deepfake e gente arrabbiata, tu balli in ciabatte tutta la serata. Oh zio Ciabatta, santo del cortile, mezzo filosofo, mezzo barile. Se il troll ti provoca dalla tastiera, tu gli rispondi: “Vieni a cena stasera!” ⸻ [Bridge] E quando il mondo corre troppo veloce, lui mette il sugo e abbassa la voce. “Figli miei, non vi fate fregare, chi urla più forte non sa ragionare. Non basta un meme, non basta un sospetto, non tutto è complotto, non tutto è perfetto. Ma se perdi il gusto di ridere un po’, allora il sistema ha già vinto, però.” ⸻ [Verse 3] Così nella piazza, tra luci e zanzare, lo zio Ciabatta iniziò a cantare. Arrivarono i troll con facce feroci, ma dopo tre strofe battevano le voci. Uno disse: “Io sono qui per provocare!” Lo zio rispose: “Perfetto, puoi sparecchiare.” Un bot commentò: “Grande contenuto!” e lui gli versò del brodo asciutto. ⸻ [Final Chorus] Oh zio Ciabatta, re della risata, con la pancia sincera e l’anima impanata. Tra bot, deepfake e gente arrabbiata, tu balli in ciabatte tutta la serata. Oh zio Ciabatta, bandiera e frittata, voce del popolo, barba spettinata. Se il mondo si accende per una sciocchezza, tu spegni lo schermo e accendi la bracezza. ⸻ [Outro corale] La la la, zio Ciabatta va, con due ciabatte e un po’ di verità. La la la, se il troll tornerà, gli diamo un piatto… e forse cambierà. [Outro parlato] E se non cambia… pazienza. Almeno ha mangiato.

