
Sono l'una e undici e che faccio? Eh! Penso a te. E così mi ripeto: ma per favore, Signore, per questo giorno non farmi soffrire, e questa notte voglio sentire. Ma è bastato un brano un po' più lento, con un piano pieno di sentimento, che mi sono perso. Così ho guardato in basso, e indovina che ora è: l'una e undici. E che faccio? Penso a te. Adesso nulla mi potrà distrarre da questo sentimento, e preso dalle onde del mare, come un naufrago, continuerò a galleggiare, sperando che il profondo blu mi porti sempre più giù, giù. Mi ripeto dal fondo del mare che forse c'è un motivo, un motivo che non conosco, un motivo che sfugge alle mie corde, oramai tanto strimpellate da diventare sorde. Mi ripeto: ma per favore, per questa sera no, Signore! Stasera voglio sentire solo per un momento le sue carezze con il suo amore. E poi, sai, è l'una e undici. Solo per questa notte, Signore, mi ripeti il suo nome? [Voce urlata con sentimento] Il suo nome che è sale, che guarda sempre il sole, che è amore e dolore, che mette in ombra ogni colore. Il suo nome che è sale, che guarda sempre il sole, che è amore e dolore, che mette in ombra ogni colore. [Uscita voce calma e sentita] Il suo nome che mi placa e mi mette a dormire, senza nessun, nessun...

