Ologrammi by Shikanu' ©Copyright2026 Cammino tra volti che sembrano specchi, scarti di sogni oramai troppo vecchi. Urla il silenzio in un mare di sguardi, cerco un’uscita ma oramai è troppo tardi. Mani che sfiorano senza toccare, labbra che parlano tanto per fare. Come automi vestiti a festa, musica da niente che mi ronza nella testa. ​ Mi sono persa in questa landa di niente, un’anima nuda in un deserto di gente. Non trovo un riflesso che mi somigli un poco, fiamme leggere ma poi nessun fuoco. Vedo ologrammi di un’umanità sbiadita, mentre io cerco il sapore della vita. ​ Come in vetrina si espongono sorrisi, tutti perfetti, come fiori sì...ma recisi. In questo mondo strano batte all'unisono il raggelo, non riconosco più neanche il blu del mio cielo. ​ Cerco un segnale, un errore, un pianto, ma intercetto soltanto uno stonato canto. In questa ribalta il copione è sovrano, sono spettatore severo, me ne sto lontano. ​ C'è un rumore sordo che mi toglie il fiato, quasi seriale, come se quel che si dice fosse già tutto stampato. Voglio fuggire da questi volti di vetro, andare avanti e non tornare più indietro. Resto qui immobile, un punto distante, mentre il vuoto mi passa davanti costante. Non sono io quella che si è smarrita, ma è questa folla che è vinta e asservita. ​ Mi sono persa in questa folla di niente, un’anima nuda in un deserto di gente. Non trovo un riflesso che mi somigli un poco, fiamme leggere ma poi nessun fuoco. Vedo ologrammi di un’umanità sbiadita, mentre io cerco il sapore della vita.