
Oltre la siepe [L'Infinito - G.Leopardi]
===== CONCEPT ===== "Oltre la Siepe" è una reinterpretazione musicale de "L'Infinito" di Giacomo Leopardi, raccontata come una vera esperienza extracorporea: un uomo seduto su un colle, bloccato nello sguardo da una siepe, lascia che la propria mente si stacchi, vagando oltre ogni limite fisico, tra spazi sconfinati e silenzi sovrumani. Il brano conserva tre frammenti autentici della poesia originale come fili conduttori, fino a chiudersi proprio con l'ultimo, celebre verso di Leopardi: un naufragio dolce, senza più paura. ===== LYRICS ===== Sempre caro mi fu questo colle solo, e la siepe che il guardo mio confina, qui ritorno, ospite fisso di me stesso, a misurare il vuoto con lo sguardo. Oggi il vento tace, sospeso e immobile, c'è una quiete spessa, quasi palpabile, guardo avanti, dove il mondo si ritira, dove la vista si arrende e non aspira. E c'è la siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude — ma è proprio nel suo limite ristretto, che qualcos'altro dentro lo racchiude. Chiudo gli occhi e la siepe non è muro, diventa soglia, varco sicuro, oltre c'è tutto ciò che il colle ignora: valli infinite, un cielo che divora, un tempo circolare, senza un ieri, sospeso in un presente di pensieri. Sento il mio corpo qui, seduto e immoto, il resto di me cammina senza un volto, non ho più peso, non ho più un nome certo, sono ovunque e altrove, sono un varco aperto. Interminati spazi, oltre la siepe, immensi, sovrumani silenzi accendono i sensi, per poco il cuore quasi si spaura, ma è paura dolce, qualcosa che ti cura. Torno al mio corpo piano, da un viaggio lungo, la siepe è ancora lì, il colle è lo stesso, tutto è uguale, ma qualcosa resta laggiù, oltre quel margine, a navigare, e il naufragar m'è dolce in questo mare.

