
[Strofa 1] Non sono bravo a dire le cose nel momento giusto, davanti a te, mi vengono dopo, quando sei andata, quando la stanza parla di te. Allora prendo quattro parole, le metto in fila sopra un refrain, e quello che non sono riuscito a dirti diventa una canzone e parte da qui. Ho sempre avuto questo difetto: se amo davvero non so stare zitto, magari con te tengo tutto dentro, ma davanti a un foglio viene fuori tutto. [Pre-Ritornello] Così ti scrivo senza fare il tuo nome, ti nascondo in un personaggio inventato, cambio la strada, la città, la stagione, ma chi mi conosce ha già indovinato. [Ritornello] Analfabeti sentimentali, io e te, due lingue differenti, analfabeti sentimentali, bravissimi ad amarci, un po’ meno a dirci quello che senti. Quello che non dico, lo scrivo per te, quello che non vivo, lo invento con te. Una canzone, una storia, un finale, un altro modo per dire “rimani”. Analfabeti sentimentali, con mille parole e nessuna normale, se non so dirti semplicemente “ti amo” te lo scrivo, te lo scrivo, te lo scrivo. E sai che parlo di te. [Strofa 2] Ho scritto donne che non ESISTEVANO con il tuo modo strano di aspettare, ho dato ad altre i tuoi silenzi, il tuo modo di non farti decifrare. Ho scritto incontri, partenze, ritorni, finali che non abbiamo avuto mai, ho fatto vivere cento persone soltanto per raccontare noi. Una canzone dura quattro minuti, un racconto qualche pagina in più, un libro può arrivare fino a Natale, ma in fondo il punto sei sempre tu. [Pre-Ritornello] Perché la penna non sa mantenere tutti i segreti che le affido io, parte da sola, attraversa la notte e mette nero su bianco anche un addio. [Ritornello] Analfabeti sentimentali, io e te, due lingue differenti, analfabeti sentimentali, bravissimi ad amarci, un po’ meno a dirci quello che senti. Quello che non dico, lo scrivo per te, quello che non vivo, lo invento con te. Una canzone, una storia, un finale, un altro modo per dire “rimani”. Analfabeti sentimentali, con mille parole e nessuna normale, se non so dirti semplicemente “ti amo” te lo scrivo, te lo scrivo, te lo scrivo. E sai che parlo di te. [Bridge] Forse ho imparato troppo tardi che amare è un verbo irregolare, non basta conoscere le regole per riuscire a coniugare. Io l’ho coniugato in mille modi: ti penso, ti cerco, ti aspetterò, ti perdo, ti invento, ti ritrovo, ti scrivo. E forse è questo il mio modo di dire “ti amo”. [Ritornello Finale] Analfabeti sentimentali, io e te, due lingue differenti, analfabeti sentimentali, bravissimi ad amarci, un po’ meno a dirci quello che senti. Quello che non dico, lo scrivo per te, quello che non vivo, lo invento con te. Una canzone, una storia, un finale, un altro modo per dire “rimani”. Analfabeti sentimentali, con mille parole e nessuna normale, se non so dirti semplicemente “ti amo” te lo scrivo, te lo scrivo, te lo scrivo. [Outro] Io quando amo scrivo, quando ho paura scrivo, quando mi manchi scrivo. E se un giorno leggerai una storia e penserai: “Questo parla di me”… non sarà una coincidenza. Perché in mezzo a tutte quelle righe, anche quando non scrivo il tuo nome, sto scrivendo di te.


