
Un bimbo dal letto si lascia cullare, chiude gli occhi e comincia a sognare. Li riapre nel buio, non più con la mamma, ma in un campo di teschi, a forma di palla. i teschi si muovono, iniziano a ballare, con denti appuntiti lo vogliono mangiare. Si alzano in piedi, cominciano a correre, lui cerca una strada, si deve nascondere. Un muro di siepi gli chiude il sentiero, si gira e rigira, gli sembra tutto vero. I teschi gli dicono: «Non uscirai!» Lui trema, si ferma: «Non ce la farò mai!» Facce di teschio, lontane da me! Corro nel buio cercando una via. Facce di teschio, ridete perché, questa paura è una vostra magia! Poi guarda le mani, si ferma a pensare, «Se è un sogno, lo posso cambiare!» Disegna una porta, dice a loro di entrare, i teschi si arrendono, iniziano ad andare. Facce di teschio, lontane da me! Adesso conosco da solo la via. Facce di teschio, sapete perché? Son io che comando questa magia! Si sveglia nel letto, è un nuovo mattino, niente terrore, ora è lui il suo destino. «La paura ha perso, la posso scacciare». E chiude gli occhi, senza più tremare.

