Ho rincorso il senso tra regole e ruoli, ho dato nomi a tutto, anche a ciò che non so. Ma poi un giorno—senza rumore— qualcosa dentro ha detto: “Ora basta, lascia andare.” Non c’era un cielo da conquistare, ma solo il coraggio di restare. Non una verità da dimostrare, ma una presenza da respirare. Vieni con me, oltre le storie, dove la mente si fa leggera. C’è una luce che non ha nome, ma ti riconosce, e ti rivela. Ho fatto a pugni coi pensieri, troppi specchi e pochi veri. Mi dicevano “diventa qualcuno”, ma io volevo solo restare nessuno. Poi ho visto la maschera scivolare, e il vuoto… iniziare a parlare. Non serve urlare per esserci dentro— la vita sussurra se ascolti davvero. Le storie che mi raccontavo sono solo storie—e ora le lascio andare. Sto imparando a non sapere, a cadere, e poi danzare. Vieni con me, oltre le storie dove il giudizio perde potere. C’è un silenzio che sa di casa, e un passo che nasce… nel non sapere. Non hai bisogno di capire tutto. Solo abbastanza da restare. Non devi essere forte. Solo vero. Solo intero. Oltre le storie c’è la vita, senza trama, ma piena e infinita. E se un giorno ti perderai, sorridi: ti stai ritrovando. Ho fatto a pugni coi pensieri, troppi specchi e pochi veri. Mi dicevano “diventa qualcuno”, ma io volevo solo restare nessuno. Ho fatto a pugni coi pensieri, troppi specchi e pochi veri. Mi dicevano “diventa qualcuno”, ma io volevo solo restare nessuno. Dove il giudizio perde potere. C’è un silenzio che sa di casa, e un passo che nasce… nel non sapere. Non hai bisogno di capire tutto. Solo abbastanza da restare. Non devi essere forte. Solo vero. Solo intero. Non hai bisogno di capire tutto. Solo abbastanza da restare. Non devi essere forte. Solo vero. Solo intero.