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Nostos (Il ritorno di Ulisse)

V6

===== CONCEPT ===== "Nostos" dal greco antico νόστος, "ritorno" — il tema epico del viaggio di casa dopo la guerra, segue Ulisse (Odisseo) nel suo viaggio di ritorno ad Itaca: Eolo, Polifemo, Circe, le Sirene, Scilla e Cariddi, Calipso, dieci anni di mare, Dei ostili e Dei alleati, raccontati con la voce di un uomo stremato che non ha più fiato per abbellire nulla, in tributo al linguaggio epico di Omero. Ogni tappa è un ostacolo tra lui e un solo nome: Penelope. ------------------------------ Curiosità: "nostalgia" nasce letteralmente dall'unione di nostos (ritorno) e algos (dolore), il dolore del non essere ancora tornati, che è di fatto il sentimento centrale di tutto il brano. ===== LYRICS ===== [Invocation | distant war horns fading | oud, solo | sea wind] Musa, cantami l'eroe dai mille volti, Odisseo, che il mare non doma e che il tempo non piega… Troia brucia alle mie spalle. Non guardo indietro, solo avanti, dove la rotta mi lega [Verse 1 | full band enters | bouzouki and distorted guitar locked together | drums driving] Dieci navi sul mare colore del vino, Eolo non ci è avverso, Ma gli uomini aprono l'otre, stolti, ed il vento è perso. Il mare mi chiama contando i miei giorni, come fossero anni, Lontano da Itaca pensando a lei, ignaro di tutti gli affanni [Chorus 1 | strip back, strings and voice | Vocal: aching, stripped, tender] (Penelope), tesso anch'io un filo di fatica, (Penelope), ogni notte disfo il conto della mia vita, (Penelope), non so più se sono colui che è partito, Resta soltanto un nome a ricordarmi chi sono, In questo mito. [Verse 2 — Polifemo | Instrumentation: full metal force, thunderous | war drums, distorted riff] Un occhio solo, una grotta, un dio per padre e per vendetta, Mi chiede il nome: rispondo "Nessuno" — la sua furia mi aspetta. lo acceco poi fuggo legato al suo gregge ed Atena mi veglia la scia. Lui grida ai fratelli ma il nome "Nessuno" li fa ridere e andar via, Poseidone lo ascolta, e da allora quel mare… mi è ostile e furioso [Chorus 2 | strip back, strings and voice | Vocal: aching, stripped, tender] Penelope! tesso anch'io un filo di fatica, Penelope! ogni notte disfo il conto della mia vita, Penelope! non so più se sono colui che è partito, Resta soltanto un nome a ricordarmi chi sono, In questo mito. [Verse 3 — Circe e le Sirene | Instrumentation: hypnotic bouzouki motif, tension building | drums restrained, coiled] Circe mi avverte del canto che uccide, mi lego all'albero, Cera nelle loro orecchie, non nelle mie. Cantano il mio nome, la mia gloria, la mia fine annunciata, Urlo di sciogliermi — nessuno ascolta, e la nave è salvata. [Bridge — Scilla, Cariddi, gli anni | Instrumentation: chaotic, layered, overwhelming | Energy: frantic, then collapsing to near-silence] Sei uomini dentro la bocca di Scilla, Un altro in quella di Cariddi, Non conto più le tombe che la scia si porta via. [building] Sette anni un'isola mi trattiene, sette anni di nostalgia. [Verse 4 — Calipso | Instrumentation: sparse, only strings and voice | Energy: hushed, weighted] Una dea mi offre l'eterno, tutto ciò che potrei… No, Preferisco morire da vecchio con lei, nel giorno più corto, Che viver per sempre lontano, giovane ricco ma senza conforto. [Final Chorus | Energy: Peak, full symphonic-metal force returns | Vocal: raw, urgent, almost breaking] Penelope, lontano per la collera divina, Penelope, ma sento che la riva è più vicina, Penelope, il mio non è mai stato un addio, Il tuo nome mi ha salvato, tu dì chi sono io… Odisseo! (“Odisseo!”), Odisseo! (“Odisseo!”), Odisseo! [Outro | drums and distortion fall away | oud alone | waves | Vocal: hushed, awestruck] L'aurora dalle dita di rosa apre il cielo, Là, non più un sogno: una costa vera, all'orizzonte. Itaca.