
L’architettura di un sogno inizia a tremare Nel teatro vuoto della mente a naufragare Traccio i profili di volti ormai sbiaditi Frammenti di vita che non ho mai guariti Nessuna verità tattile, solo scene riflesse Sussurri statici di esistenze promesse. E la gravità perde il suo antico comando Mentre l’orizzonte mi sta abbandonando. Visioni, come un caleidoscopio di fuoco Bruciando le nuvole di questo mio gioco Siamo fermi sull’orlo dell’ignoto sentire Dove i semi del destino stanno per fiorire Nella limpidezza di un vetro spezzato Qui finisce il mito dell’antico passato. Tu parli di rifugio, io parlo di tempesta Dove l’anima scheggiata nulla più arresta Vedo il futuro in uno specchio incrinato Mille miglia avanti e il ponte è crollato Dimentica le mappe e i confini d’inchiostro Siamo più vicini al vero del mondo nostro. È un miraggio... o un disegno divino? Lo spettro si frantuma e si compie il destino! Visioni, come un caleidoscopio di fuoco Bruciando le nuvole di questo mio gioco Siamo fermi sull’orlo dell’ignoto sentire Dove i semi del destino stanno per fiorire Nella limpidezza di un vetro spezzato Qui finisce il mito dell’antico passato. Solo un bagliore... Prima del silenzio...

