
(Verso 1) Arrivi senza bussare, con il passo di chi non ha fretta, nascosto tra le pieghe di un’ora benedetta. Non guardi in faccia nessuno, non hai un grammo di pietà, ti prendi il meglio del mondo e lo porti nell’oscurità. Io ti vedo lì, nell'ombra, con quel falcetto d'argento, che tagli i fili della vita e li disperdi nel vento. (Ritornello) Angelo di cenere, ladro di respiri, non chiedo perdono per i miei folli deliri. Ti urlo in faccia la rabbia, il dolore, il mio "No", tutto quello che hai preso e che mai tornerà. Sei l’ospite sgradito che non se ne va mai, maledetto sia il giorno in cui ci incontrerai. (Verso 2) Cos'è per te un amore? Solo un battito che si ferma? Un’anima che grida in una stanza troppo ferma? Ti muovi tra i letti, tra i sorrisi e i rimpianti, indifferente ai pianti di chi resta qui davanti. Non c’è giustizia nel tuo tocco, non c’è logica o onore, sei solo il freddo gelido che spegne ogni calore. (Ponte) Vieni a prendermi, se hai il coraggio di guardarmi, ma non sperare che io smetta di odiarti. Finché avrò voce, maledirò il tuo nome, per ogni vuoto che hai lasciato, per ogni "come" e ogni "dove". (Ritornello) Angelo di cenere, ladro di respiri, non chiedo perdono per i miei folli deliri. Ti urlo in faccia la rabbia, il dolore, il mio "No", tutto quello che hai preso e che mai tornerà. Sei l’ospite sgradito che non se ne va mai, maledetto sia il giorno in cui ci incontrerai. (Outro) Vattene via... Lasciaci ancora un minuto di sole. Puoi prenderti il tempo, ma non avrai le mie parole. Non avrai il mio silenzio. (Svanisce nel rumore di un battito accelerato che poi si ferma)

