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LV (Ludopatia e Vino)

[verse] Entro nel casinò con la camicia ancora stirata, profumo francese e occhiaie di tre giorni, saluto il croupier come un vecchio amico che mi sorride solo perché sa quanto perderò. Al tavolo del poker ho già lasciato la paga di un mese, ma mi sento un principe, con il bicchiere di bourbon che trabocca, mentre accanto a me una donna in pelliccia ride con i denti macchiati di vino rosso. [chorus] Gioco fino a bruciarmi, col bicchiere rovesciato sul tappeto, la roulette ride di me, ma io le sorrido indietro. Ho puntato la notte, ho perso il domani, stringo carte sudate come fossero mani. Las Vegas mi scava, ma mi veste da re, tra il whisky negli occhi e le tasche senza perché. Non c’è gloria né pace, solo il banco che ride, e un applauso ubriaco che copre le mie ferite. [verse] La musica d’orchestra copre il rumore delle monete, ma io sento solo il cuore che batte ogni volta che la pallina gira sul rosso e sul nero. Un uomo in giacca bianca brinda con champagne di plastica, ha perso la macchina ma balla come fosse il re di Francia. E io lo invidio, perché almeno ride, mentre io cerco gloria in un mazzo di carte consumate. [chorus] Gioco fino a bruciarmi, col bicchiere rovesciato sul tappeto, la roulette ride di me, ma io le sorrido indietro. Ho puntato la notte, ho perso il domani, stringo carte sudate come fossero mani. Las Vegas mi scava, ma mi veste da re, tra il whisky negli occhi e le tasche senza perché. Non c’è gloria né pace, solo il banco che ride, e un applauso ubriaco che copre le mie ferite. [bridge] Non c’è differenza tra il lusso e la rovina quando bevi abbastanza, non c’è peccato se tutti stiamo cadendo insieme. La città mi stringe in un abbraccio profumato di fumo e disperazione, e mi sembra quasi dolce lasciarmi cadere più giù. [chorus] Gioco fino a bruciarmi, col bicchiere rovesciato sul tappeto, la roulette ride di me, ma io le sorrido indietro. Ho puntato la notte, ho perso il domani, stringo carte sudate come fossero mani. Las Vegas mi scava, ma mi veste da re, tra il whisky negli occhi e le tasche senza perché. Non c’è gloria né pace, solo il banco che ride, e un applauso ubriaco che copre le mie ferite… copre le mie ferite… copre le mie ferite! [outro]