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Il Passo dell’Ombra e della Luce

(Strofa 1: Il Tempo Antico) Pietra su pietra, il silenzio parlava, scolpito nel vento di un’era lontana. C’erano mani sporche di terra e di stelle, segreti tracciati su vecchie pelli. Il ritmo era il battito di un fuoco acceso, un mondo profondo, dal cielo sospeso. Senza orologi, ma con la memoria, eravamo il seme di tutta la storia. (Ritornello) Sulla scala del tempo saliamo i gradini, siamo giganti e siamo bambini. C’era il passato, radice profonda, c’è questo istante, schiuma dell’onda, e un domani che brilla, ancora lontano, mentre il destino ci stringe la mano. (Strofa 2: Il Tempo di Ora) Oggi il rumore corre sui fili, mille schermi riflessi, sguardi sottili. Il tempo è un atomo che scivola via, tra un lampo di fretta e una fotografia. Abbiamo il ferro, l’asfalto e la luce, una strada veloce che ovunque conduce. Siamo il presente, il punto esatto, tra ciò che è perduto e l’ultimo patto. (Strofa 3: Il Tempo Futuro) Poi verrà il giorno che ancora non ha nome, dove le macchine avranno il battito dell’uomo. Città di vetro tra i rami e le nubi, risposte nuove per vecchi dubbi. Forse i confini saranno svaniti, viaggiando tra i sogni e i mondi infiniti. Saremo ancora polvere e desiderio, un nuovo inizio, un altro mistero. (Ponte) Perché il tempo non è una linea retta, è un cerchio che danza, che non ha fretta. Ciò che era, ciò che è, ciò che sarà domani, è tutto racchiuso nel palmo delle mani. (Finale) Passato, presente, futuro... Il tempo è un ponte, ed io sono il cammino. (Svanendo) ...il cammino... ...il cammino...