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QUANDO TORNO DORMITE GIÀ 3

V6

[Intro - intimate, almost spoken] Quando esco la casa è ancora buia. Una tazza sul tavolo. Le scarpe vicino alla porta. Un disegno lasciato aperto con il mio nome storto in fondo. Lo guardo. Poi guardo l'orologio. E vince sempre lui. [Verse 1] Ho imparato a fare piano al mattino per non svegliarvi. A chiudere la porta senza far scattare la serratura. A bere il caffè in piedi mentre qualcuno nell'altra stanza sta ancora sognando. Dico: “Lo faccio per loro.” Ed è vero. È proprio questo che fa più male. Perché ogni ora che porto a casa è un'ora che non porto con me. [Pre-Chorus] Mi mandate una foto. Il primo dente caduto. Una recita. Una partita. Una torta con una candela in più. Io guardo lo schermo in una pausa di cinque minuti e sorrido. Poi lo spengo. Perché nessuno deve vedere quanto costa quel sorriso. [Chorus] Quando torno dormite già. E io passo piano davanti alle vostre porte come un ospite nella casa che sto cercando di proteggere. Vi copro. Raccolgo un giocattolo. Spengo una luce. E penso: oggi non vi è mancato niente. [Brief pause] Tranne me. [Instrumental - restrained groove] [Verse 2] Non sto inseguendo un ufficio più grande. Non voglio il mio nome su una porta. Non sto costruendo una carriera per potermi raccontare che era per voi. Sto contando bollette, benzina, spesa, scarpe che diventano piccole troppo in fretta. Sto cercando di tenere lontana quella frase: “Questo mese non possiamo.” Così dico sempre sì a un turno in più. E qualche volta quel sì dato al lavoro diventa un no detto a voi. [Pre-Chorus] “Papà, vieni?” “Cerco.” “Papà, ci sei?” “Faccio il possibile.” Parole oneste. Eppure a forza di ripeterle suonano quasi come scuse. [Chorus] Quando torno dormite già. Sul frigorifero c'è una fotografia nuova e io devo chiedere quando l'avete fatta. Sul tavolo c'è un quaderno aperto e una firma che avrei voluto mettere io. Vi guardo dormire e penso: oggi non vi è mancato niente. [Brief pause] Tranne me. [Bridge - stripped, very close vocal] La parte peggiore è che non posso nemmeno crollare. Perché se crollo io chi tiene su il resto? Così quando sono stanco dico: “Va tutto bene.” Quando ho paura dico: “Ci penso io.” Quando vorrei restare a casa metto le scarpe. Quando vorrei dire che mi manca tutto questo dico soltanto: “A che ora devo essere lì?” [Brief pause] Essere forti a volte è una forma molto silenziosa di perdere qualcosa. [Build - groove slowly returns] Ma io ricordo. Ricordo ogni foto che mi avete mandato. Ogni vocale ascoltato in macchina. Ogni: “Papà, guarda!” arrivato mentre non potevo guardare. Li tengo tutti. Come monete in una tasca. Piccoli pezzi di una vita che sto finanziando ma che qualche volta non riesco a vivere. [Final Chorus - emotionally lifted, controlled] Quando torno dormite già. Ma una sera forse resterete svegli. E sarete abbastanza grandi da chiedermi: “Perché non c'eri?” Io non voglio rispondere: “Perché vi amavo.” Sarebbe troppo facile. Vi dirò: “Perché avevo paura che vi mancasse qualcosa. E non avevo capito che qualche volta quello che vi mancava ero io.” [Backing texture - same lead voice, low and intimate] (Mmh...) [Outro - intimate] Domani la sveglia suonerà presto. La casa sarà ancora buia. La tazza sul tavolo. Le scarpe vicino alla porta. Forse prima di uscire entrerò nella vostra stanza. Solo un minuto. Anche se arrivo tardi. Anche se il mondo non aspetta. Per una volta sarò io a far aspettare lui. [Soft final line] Perché il pane serve sulla tavola. Ma anche il tempo. [End]