
Cosa Vuoi Da Me?
Torni e dici: che c’è? C’è che non credo più in te e in ciò che dici. La distanza tra me e te ormai l’hai annullata. Era una distanza emotiva. Tu navigavi nell’oro, io arrancavo con le bollette. Tu ti vestivi bene, io mai cravatte, mai scarpe lucide. Andavo in giro con quel ciuffo sì, ribelle. Oh sì… Ma – mi – vuoi – dire cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? Sì dimmi: cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? Mentre io sono sempre stato lì, lo sai. Mentre tu tornavi alle 3, sì, erano sempre le 3. E non so chi beveva troppi caffè tra te e me. Hai anche smesso di bloccarmi e se volevi potevi farlo davvero (oh davvero). Allora dimmi, ma dillo davvero. Ma – mi – vuoi – dire cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? Sì dimmi: cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? Anche se dicevo che non riuscivo ad andare avanti senza di te, che precipitavo, credo ora di potercela fare. Sì, credo proprio di sì. E quando ti chiedevo se eri sicura di ciò che volevi, ti ritrovo qua, che torni indietro di nuovo per la centesima volta con quel cazzo di treno, e mi lasci qui, sempre più confuso. Una volta ero convinto di essere felice. Credo che la nostra complicità espressiva sia andata a farsi fottere. Alla fine non so se io sono acido o tu lo sei più di me. Mentre ti odiavo, tu mi odiavi, e ci odiavamo troppo, forse troppo per andare avanti. Ma ti chiedo ora: cosa vuoi da me? Non me ne frega un cazzo. Rimani bugiarda. Bugiarda. (bugiarda)
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