Apri il frigo, togli il cellophan un filo d'olio e apri il gas. Il tuo pranzo in dieci minuti si fa. Mentre chiudi lo zaino il tuo corpo altrove va. La campana dell'angelo a distesa e tu che balli a ogni rintocco. E Giovanna ride, batte le mani Il suo primo e ultimo film. La mia noia d'artista è tutta per lei. Una battuta, la sua che vale una vita. Il tempo di una sola scena. Un solo desiderio. Io non so più se pensare oppure no. Se restare d'un solo pezzo o riparare le mie crepe. La mia noia ora è una danza in casa di una maschera antica. C'è chi l'ha chiamata cumbia. Ma si può ballar anche da soli. E Giovanna ride, batte le mani Il suo primo e ultimo film. La mia noia d'artista è tutta per lei. Una battuta, la sua che vale una vita. Il tempo di una sola scena. Un solo desiderio. Animum debes mutare, non cèlum dice Seneca a Lucilio È inutile che scappi di qua e di là se ti trascini sempre la stessa pietra. La vita poi non è che la commedia di un povero attore che si pavoneggia mentre la corta candela quasi si spegne E Giovanna ride, batte le mani Il suo primo e ultimo film. La mia noia d'artista è tutta per lei. Una battuta, la sua che vale una vita. Il tempo di una sola scena. Un solo desiderio. E che ci posso fare se ho la noia facile. Tu ragazzo non lavori, ecco perché hai tempo per la noia. Mi dice chi da essa fugge via. Io nella noia ci abito, è casa mia. È il mio sabato da solo mentre tutti fan festa E Giovanna ride, batte le mani Il suo primo e ultimo film. La mia noia d'artista è tutta per lei. Una battuta, la sua che vale una vita. Il tempo di una sola scena. Un solo desiderio. Adesso spengo il fornello. Devo correre. Sono già in ritardo. Ma ho ballato. E tornerò a farlo. Ancora e ancora...