(Intro) (Beat parlato, rullante secco) Ehi. Non serve che urli.... GiΓ  lo so... Senti il tic-tac? ....È il tempo che ci mangia. ....Ancora. (Strofa) Vedi, il cuore cede, cade, accade che non serve a niente, siamo due molecole nel vuoto, sole tra la gente. Tu che te ne vai, fai, dai colpe a questo specchio, io che resto fermo, muto, chiuso in questo vecchio intreccio. Resta, non ha senso, il nesso Γ¨ perso dentro un labirinto, ho vinto l’odio, ho perso il gioco, il fuoco adesso Γ¨ spento e vinto. Ti guardo, tardo il passo, sasso in gola, volo in basso, ogni tuo distacco Γ¨ un taglio, un battito nel frastuono, un collasso. E ridi, gridi, ti fidi di chi non sa chi sei, nei trucchi vedo i tuoi dei, persa in quel che non sei. Sembri un’ombra, ingombra, sfonda questa porta chiusa, la tua scusa Γ¨ l’abitudine, la solitudine Γ¨ un’intrusa. Non chiamarmi, armi in mano, piano, andiamo via, ma quale via? La tua follia Γ¨ solo una bugia. Sei partita, vita unita a una ferita aperta, la tua offerta Γ¨ un vuoto, un moto d’ira, una scoperta. (Solo strumentale / Atmosferico) (Outro) Ora vai. Senza guardare indietro. Il vaso Γ¨ rotto.... E pezzi ovunque.... Non tagliarti mentre esci.... ....... (Solo strumentale / Atmosferico)