
Sogno Senza Botte (Numero Uno)
[Il sogno senza buttafuori] [Strofa 1] Ero a letto, ben ordinato e preciso, pensieri in fila, realtà stirata col sorriso. Ma in un cortile nascosto della notte, un sogno ha alzato la sbarra senza botte. Con stivali di gomma e bombetta di vetro è uscito da me e ha detto: “Allora, com’ero?” Gli ho detto: “Tu devi stare nel profondo!” Lui ha sorriso ed è entrato nel mio mondo. [Pre-Ritornello] L’orologio balla il tango all’indietro, il tostapane scrive un rapporto serio, e la mia pianta mi sussurra piano: “Prendi tutto meno strano.” [Ritornello] Il sogno è saltato nel giorno, all’improvviso, ha rotto la realtà con un dolce sorriso. Gioca con le regole, le piega così, e io rido perché il caos chiama me da lì. Il sogno non ha buttafuori né direzione, lancia coriandoli nella mia finzione. E tutto è storto – ma stranamente giusto qui. [Strofa 2] Il vicino era una balena in giacca blu, cantava tasse e libertà senza tabù. Il semaforo diceva “forse” al posto di “vai”, e io volavo con pensieri un po’ ormai. Un ombrello discuteva del perché, la mia ombra mi superava dicendo “io sono te!” La strada si piegava attorno ai dubbi miei, e un chewing gum spiegava l’universo a lei. [Pre-Ritornello] Il giornale stampa solo emozioni, le nuvole indossano cappelloni, e le mie paure sono in vacanza con un filo d’arroganza. [Ritornello] Il sogno è saltato nel giorno, all’improvviso, ha rotto la realtà con un dolce sorriso. Gioca con le regole, le piega così, e io rido perché il caos chiama me da lì. Il sogno non ha buttafuori né direzione, lancia coriandoli nella mia finzione. E tutto è storto – ma stranamente giusto qui. [Bridge] Gli chiedo: “Resti?” – Mi dice: “Solo se capisci che l’ordine a volte è solo un errore ben stirato, sì.” [Finale] Il sogno danza ancora dentro me, svuota i cassetti e mi rimette in sé. E il caos finalmente ha un senso qui – perché nel disordine sono più così. Il sogno non ha buttafuori – ed è perfetto così, perché la realtà ogni tanto ha bisogno di follia, sì. [Outro] Ora dormo con la porta aperta, sai… non si sa mai. Magari domattina è già qui e dice: “Ehi, sveglia – io c’ero già.”

