
Il radio non chiede permesso [Intro] Mi chiamavano Marie quando serviva un nome più semplice. Ma prima di tutto ero Maria. E non avevo attraversato mezza Europa per imparare a diventare più piccola. [Verse 1] Entravo nelle stanze dove nessuno mi aspettava davvero, con le mani fredde, gli occhi pieni di formule e quella fame che non sapevo spiegare. Tu non mi hai chiesto di rallentare. Non mi hai chiesto di sorridere meno, di parlare piano, di lasciare agli uomini la parte più luminosa del tavolo. Hai guardato il fuoco e non hai avuto paura. Forse è stato questo che ho chiamato amore. [Pre-Chorus] Abbiamo aperto la materia come si apre una ferita. Dentro c’era luce. Non sapevamo ancora quanto potesse costare. [Chorus] Il radio non chiede permesso di brillare. Non domanda se la luce disturba qualcuno. Attraversa il buio, entra nelle ossa, cura, consuma, rimane. Io sono stata questo: una luce troppo viva per essere tenuta ferma. E se il mondo voleva meno di me, ha scelto la donna sbagliata. [Verse 2] Poi sei sparito in un giorno qualunque, e tutto quello che avevamo scoperto insieme ha continuato a esistere senza di te. È questa la crudeltà delle scoperte: sopravvivono. Il laboratorio respirava ancora, le provette erano al loro posto, il mondo continuava a pronunciare il nostro nome mentre io cercavo il tuo in ogni stanza vuota. Ma non ho smesso. Non perché fossi forte. Perché non sapevo essere altro. [Bridge] Poi hanno deciso che la mia vita privata pesava più del mio lavoro. Che una donna desiderata doveva diventare una donna colpevole. Mi dissero: non venire. Resta lontana. Lascia che il premio arrivi senza il tuo corpo. Io sono andata. Con il mio nome. Con il mio scandalo. Con tutto quello che avevano provato a trasformare in vergogna. [Build] Maria Skłodowska. Marie Curie. La straniera. La vedova. L’amante. La scienziata. Scegliete pure il nome che vi fa dormire meglio. Io conosco il mio. [Final Chorus] Il radio non chiede permesso di brillare. Nemmeno io. La luce non diventa meno vera perché qualcuno ne teme il calore. Ho perso, ho amato, ho sbagliato, ho scoperto. E nessuna di queste cose cancella le altre. Se volete giudicarmi, fatelo pure. Ma non chiedetemi di spegnermi per rendervi più comodi. [Outro] Dentro la materia c’era una luce invisibile. Dentro di me anche. Abbiamo passato una vita a cercare di misurarla. Non ci siamo mai riusciti del tutto.

