Mi guardi con parole strette, come corde sulle dita. Mi chiami fragile, ingrata, perché ho scelto la mia vita. Ma non sai il vento che mi porto, non ascolti quel che sento, giudichi dall'alto di un balcone senza scendere un momento. E se mi chiudo, è per curarmi se non parlo, è per non urlare. Non sono sbagliata, proprio no, Se mi desidero salvare. Se mi fermo, è per restare, se mi allontano, è per respirare. Scelgo me, non c'è colpa, Non sono cattiva, sono solo stanca. Il dolore non ha un palco, non si mostra per consenso. La mia pace vale troppo, per sprecarla in questo senso. Non mi arrendo, non mi piego, anche se mi si chiama codarda. Ho il coraggio di restare ferma, qui dove il cuore non si guarda. E se mi chiudo, è per curarmi se non parlo, è per non urlare. Non sono sbagliata, proprio no, Se mi desidero salvare. Se mi fermo, è per restare, se mi allontano, è per respirare. Scelgo me, non c'è colpa, Non sono cattiva, sono solo stanca. Amare sé stessi non è tradire gli altri, Forse un giorno anche tu capirai. Non ci conterò, io cammino ora, Ma non aspetterò quel giorno mai. E vado dove sto meglio io, Dove non importa, lo faccio per me. E se mi chiudo, è per curarmi, non per ferire o scappare. Non sono sbagliata, mi voglio salvare. E a voler bene vedere... Sbagliata poi per chi?