
(Verse 1) Sono incastrata qui, su un trono di spine, Una sedia scomoda, ai limiti del confine. La schiena si lamenta, la cervicale è un grido, Ogni nervo urla: "Alzati, vai! cercami un cuscino!" Vorrei scattare in piedi, fare un balzo nel blu, Ma qualcosa mi trattiene, non riesco, e non so più. (Chorus) Oh, sedia infausta, prigione di legno e stoffa, Vorrei fuggire, e tu mi spingi al limite, al bordo della follia, Ma resto qui, per qualche strana, assurda magia! (Verse 2) C'è il gatto sulle gambe, mi guarda con fiducia beata, Se mi muovo lo spavento, e la sua ronfata è rovinata. Poi il telecomando, è caduto sotto il divano, Recuperarlo sarebbe un contorsionismo strano. E la pizza è arrivata, non posso perdere il profumo del basilico, Il fattorino aspetta, è un rito notturno. Meglio restare qui, il destino è già scritto, In questo supplizio morbido, il mio corpo è trafitto. (Chorus) Oh, sedia infausta, prigione di legno e stoffa, Vorrei fuggire, e tu mi spingi al limite, al bordo della follia, Ma resto qui, per qualche strana, assurda magia! (Bridge) Ma all'improvviso, un lampo, una scintilla nel cervello, Basta con la pigrizia, con questo strazio da macello! La schiena urla più forte, un crampo mi sta afferrando, Questa è la goccia, il limite che sto superando! Non importa il gatto, la pizza o la serie TV, La dignità è a rischio, non ce la faccio più! (Verse 3) E in un attimo, con un guizzo inaspettato, Come un proiettile, dal legno sono balzata! La sedia sobbalza, quasi un gemito di stupore, Mentre io mi sgranchisco, con un misto di dolore e furore. L'aria fresca mi avvolge, i muscoli si risvegliano piano, Finalmente libera, con un sorriso la guardo da lontano. (Outro) Addio, sedia infausta, il nostro tempo è finito, Non sarò più il tuo ostaggio, il tuo spirito ferito. Ora cammino, ballo, salto con leggerezza, La libertà è mia, e che bella sorpresa alzarmi in piedi e saltellare.e!

